Bellissimo documentario in musica, nato per celebrare i 20 anni di carriera del gruppo di Seattle.
Il regista Cameron Crowe è stato in passato giornalista musicale e il suo amore per la musica, la sua passione per i Pearl Jam trasuda letteralmente dalle immagini.
Il film inizia con l'analisi della scena musicale di Seattle della seconda metà degli anni '80 dello scorso secolo: si trattava di un vero e proprio calderone di idee, di voglia di suonare, di voglia di stupire e quello che ne scaturiva spessissimo era dell'ottima musica.
Dopo la morte per overdose del primo cantante Andy (quando ancora il gruppo non si chiamava Pearl Jam), viene reclutato Eddie Vedder con cui inizia la scalata al successo.
La competizione cittadina con i Nirvana all'inizio è molto sentita anche per le sprezzanti parole che Kurt Cobain all'inizio spendeva per i Pearl, anche se con il tempo si svilupperà un rispetto vicendevole culminato nell'accordo di non concedere interviste alla rivista TIME.
Il giorno della morte di Kurt i Pearl erano in Tour e le parole pronunciate da Eddie sul palco ascoltate dopo quasi 20 anni, riescono ancora a dare brividi di commozione.
Questi primi anni di carriera trasudano di energia:
Potranno ancora nascere gruppi così? Non credo!!
Leggendaria la "querelle" scoppiata a metà anni '90 con il colosso di vendita di biglietti Ticketmaster, accusato dai Pearl di monopolio allo scopo di tenere i prezzi dei biglietti dei concerti alti.
I Pearl non ci stanno e per il loro tour non useranno i canonici stadi, ma suoneranno fuori dalle città in spazi aperti: massimo rispetto per i ragazzi!
Sempre a metà anni '90 arriva la collaborazione con Neil Young da molti considerato il papà del grunge; un disco (Mirror Ball) ed un tour al fulmicotone. Il papà ci da dentro per stare al passo con i suoi figlioletti (o è il contrario? Bho??)
Nel 2000 c'è la tragedia danese di Roskilde dove muoiono una decina di ragazzi per la calca sotto il palco. Nel film appaiono immagini di puro dolore con i Pearl che assistono impotenti dal palco con le lacrime agli occhi. Questo episodio rappresenta nella musica del gruppo un vero e proprio "turning point": niente sarà più uguale a prima e una nuova consapevolezza viene raggiunta.
Molto spazio nel film hanno le immagini del concerto del 2006 all'Arena di Verona, location molto evocativa che ispira molto Eddie.
Il gruppo cresce, matura, e noi con loro. Ma se è il caso siamo sempre pronti ad alzare l'amplificatore al massimo!!!
In conclusione si tratta di un film imperdibile per i fan, ma anche per chi non lo è: si tratta di una "buona novella". Una storia di ragazzi che diventano uomini con ottima musica che scorre nelle vene.
La trasferta a Udine per il concerto di Bon Jovi del 17 luglio, per me è stata un vero e proprio viaggio nella memoria: nell'anno della sua esplosione di successo planetaria, ero infatti a militare in quelle zone (Spilimbergo/Tauriano). Quando a dicembre 2010 ho acquistato il biglietto del concerto ho subito deciso che avrei passato la giornata successiva a visitare i luoghi del mio anno di "naia".
A una trentina di chilometri da Udine attraverso una perturbazione pazzesca: muri di acqua piovana si riversano sulla mitica golfona blu, ma arrivo sano e salvo in albergo. Un po' di sole fa capolino e questo un po' mi rincuora. Dopo aver sentito gli altri compagni in questa ventura (Ombretta e Sergio, ciaoooooooooo!!!) ci accordiamo per trovarci allo Stadio Friuli verso le 17.30, ma già verso le 17 Ombretta mi telefona allarmata: intorno allo stadio è scoppiato il caos. Un inferno di auto che parcheggiano ovunque: aiuole, spartitraffico, fiumi. Ovunque ci fosse un fazzoletto di spazio libero si mollava l'auto. Niente comunque al delirio di traffico del dopo concerto, comunque. Parcheggio nello spiazzo di un centro commerciale a circa un chilometro dallo stadio. Le auto hanno targhe da tutta italia e da Slovenia e Austria. Il concerto è un happening transnazionale!
Entro allo stadio e prima di riunirmi con i miei amici mi fermo ad ammirare il palco: è bellissimo e imponente.
Il palco con il "ring"
Molto bello il "ring" che abbraccia una porzione di pubblico: sicuramente un ottimo posto per vedere i nostri eroi suonare.
Sui seggiolini dello stadio il Fan Club italiano (qui trovate il loro sito) ci fa trovare un pezzo di plastica colorato e le istruzuioni per una coreografia che renderà la serata speciale e indimenticabile, a noi e ai musicisti.
Istruzioni per la coreografia
Il risultato lo potete vedere nel video di Wanted dead or alive che ho girato al concerto e che ho messo su Youtube a questo indirizzo.
Che dire del concerto: fantastico!
A parole è sempre difficile rendere le emozioni provate in simili serate, ma Jon Bon Jovi e i suoi eccelsi musicisti hanno dato tutto loro stessi per noi pubblico. E' così che deve essere un concerto: musicisti e pubblico che si donano l'un l'altro. E poi vedere la gioia sui volti del gruppo che suonava per noi sulle ali del nostro entusiasmo, bhe, rimarrà per sempre nel cuore. Il nostro e il loro. E niente ha potuto la pioggia che ci ha perseguitato per tutta la serata: Jon ha continuato imperterrito, fradicio di pioggia e sudore. E noi abbiamo fatto lo stesso!
Guardate che bella la foto comparsa sulla pagina Facebook del nostro artista, che ritrae in maniera stupenda la coreografia che abbiamo fatto in suo onore:
E poi che belle le parole che ci ha dedicato:
WOW! The crowd in Udine gave us a HUGE surprise last night- check out this picture! Fans to the left held up signs to create the American flag while fans to our right spelled out "JOVI." In front of the stage fans held Italian flags and letters which read "THIS IS ITALY- WELCOME BACK!" This is one of the most memorable shows we ever played in Europe. Thank you for the love and for creating such a memorable display, Italy! INCREDIBLE!
Inizio a proporvi i video che ho girato al concerto in ordine di esecuzione; progressivamente cercherò di pubblicare su Youtube tutto quello che ho ripreso
E ora parla la musica: rock on!
Intro + Raise your hands
It's my life
Bad Medicine + Oh, Pretty Woman Inizia a piovere!!
I'll be there for you
Jon fradicio sul ring: emozionante e bravissimo. E con lui Richie, chiaro
Who says you can't go home
Canzone che mi piace un sacco e di cui vi ho parlato in questo articolo
Have a nice day
Keep the faith
Wanted dead or alive
Bellissima la coreografia che abbiamo realizzato sugli spalti e poi guardate Jon con il tricolore addosso: fantastico!!
Just older
Livin' on a prayer
dopo il brano ci sono i saluti finali di Bon jovi e dei suoi musicisti
I love this town
degna conclusione di un concerto che sarà per me indimenticabile
In attesa di vederlo LIVE a Udine domenica 17 luglio, in questi giorni mi sono dedicato a recuperare dagli archivi un po' di musica di Jon Bon Jovi.
La canzone che vi propongo è del 2005 ed è tratta dall'album Have a nice day.
Nel corso del 2006 Jon si "autocoverizza" e ne propone una versione country rock, duettando con la deliziosa cantanate Jennifer Nettles.
Il video della "solo version" di Jon, mi piace da matti: le peripezie del cane/uomo che cerca di tornare a casa (anche lui per un attimo si trova ad un concerto di Bon Jovi!!!) fanno riflettere. Guardate:
Il duetto con Jennifer Nettles rende la canzone una ottima country rock song:
Importante ricordare che gli appartamenti creati per girare il video, sono stati poi donati tramite una associazione umanitaria ad alcune famiglie che finalmente hanno avuto un posto da chiamare CASA.
Bravo Jon!!!
Curioso come questa versione sia stata destinata ai circuiti country statunitensi: radio, TV ecc.
Infatti dello stesso video esiste una versione senza Jennifer, girata contemporaneamente.
Eccolo:
Quale preferire? Personalmente prediligo la versione con Jennifer Nettles che con la sua voce ben affianca Bon Jovi: mi sa però che Udine però mi dovrò accontentare solo di Jon.
Vabbè, mi rifaccio con il video!
Integrazione del 03/08/2011
Ed ecco per integrare l'articolo, l'esecuzione del brano che ho ripreso al concerto di Udine del 17 luglio scorso:
"Who Says You Can't Go Home" I spent 20 years trying to get out of this place I was looking for something I couldn't replace I was running away from the only thing I've ever known Like a blind dog without a bone I was a gypsy lost in the twilight zone I hijacked a rainbow and crashed into a pot of gold I been there, done thatand I ain't lookin' back on the seeds I've sown, Saving dimes, spending too much time on the telephone Who says you can't go home [Chorus] Who says you can't go home There's only one place they call me one of their own Just a hometown boy, born a rolling stone, who says you can't go home Who says you can't go back, been all around the world and as a matter of fact There's only one place left I want to go, who says you can't go home It's alright, it's alright, it's alright, it's alright, its alright I went as far as I could, I tried to find a new face There isn't one of these lines that I would erase I lived a million miles of memories on that road With every step I take I know that I'm not alone You take the home from the boy, but not the boy from his home These are my streets, the only life I've ever known, who says you can't go home [Chorus] I been there, done thatand I ain't looking that It's been a long long road Feels like I never left, that's how the story goes It doesn't matter where you are, it doesn't matter where you go If it's a million miles aways or just a mile up the road Take it in, take it with you when you go, who says you can't go home [Chorus] It's alright, it's alright, it's alright, it's alright, its alright Who says you can't go home [x2]
E' il primo libro di Margaret Mazzantini che leggo. L'ho trovato forte come un pugno nello stomaco. Forse un poco disorientante all'inizio:è formato da un unico lungo capitolo che partendo da una cena tra i due protagonisti, Delia e Gaetano, ci conduce (a colpi di flashback che si sovrappongono al contemporaneo) a conoscere la storia del fallimento del loro matrimonio.
Il libro dopo una prima dedica a Sergio Castellitto, comincia con le parole della canzone "One" degli U2, che ci mette subito in contatto con il vero protagonista del romanzo: l'amore. L'amore in tutte le sue sfaccettature: quelle dolci, quelle sensuali, quelle violente.
Assistiamo inizialmente all'incontro tra le due solitudini dei protagonisti: si incontrano, si piacciono. Si amano di vero amore sensuale, fatto di umida fisicità. Un'impalcatura di umori per un'amore. Le fondamenta dell'unione sono però poco solide: vuoi il tran tran quotidiano, vuoi i normali scazzi di tutti i giorni, vuoi l'arrivo dei figli, vuoi la seguente abitudinarietà dei gesti amorosi e degli incontri sessuali, tutto insieme fa crollare il "sentire" dell'amore. Giorno dopo giorno si diventa alieni caduti per errore in una famiglia ostaggio di un bambino di 3 anni. Assorbire tutto ciò può anche scatenare violenza pura: una violenza che la Mazzantini ci fa toccare con mano: in poche righe riesce a farcela leggere e ci lascia raggelati (penso alle 8 righe in cui Delia afferra il figlio per la testa per fargliela poi sbattere contro una porta). Margaret è bravissima perchè riesce a rendere palpabile una sensazione così estrema.
La disfatta di questo amore non viene accettata serenamente e i due protagonisti continuano a lavorare per far crollare tutto con il maggior rumore possibile.
Il finale sancisce la separazione tra Delia e Gaetano ("poco da dire, poco da promettere") e ci lancia un monito: nessuno si salva da solo. Non chiudiamoci nei nostri egoismi, apriamoci agli altri, a quelli che ci stanno vicino. Ritroviamo il "sentire" e uniamolo a quello degli altri.
Per concludere volevo ringraziare Margaret: ti ho scoperto con questo libro, molto particolare e viscerale. Mi è entrato sottopelle vibrandomi dentro.
Parliamo di un caso di auto COVER (si potrà dire??) pieno di fascino.
In primis il fascino di Tarja Turunen che fino al 2005 è stata la cantante dei Nightwish.
Poi il fascino del brano "Sleeping Sun", datato 1999, scritto dal tastierista e "mente" del gruppo Tuomas Holopainen.
Il pezzo è stato scritto su suggestione dell'eclissi solare che si verificò nei cieli europei appunto in quell'anno di fine millennio.
Già il brano nella sua release originaria trabocca di fascino mistico grazie all'appeal "lirico" della cantante, qui ancora molto accentuato rispetto a quello che sarà negli anni a venire e le sensazioni nel vederla camminare a piedi nudi nei boschi del nord europa non sono state più replicate... (vi propongo il video reso disponibile su youtube dall'amico gh0stm4nn)
Proprio nell'anno della separazione tra i Nightwish e Tarja viene registrata una nuova versione del pezzo forse meno lirica della precedente ma con una Tarja medioevalmente splendida (video fornito su youtube sempre da gh0stm4nn)
E poi a fine 2005 finisce un'era: quella di Tarja con i Nightwish. Il giocattolo si è rotto, ma ci rimane un'incredibile ultima esibizione dal vivo in Finlandia (la loro terra natale) testimoniata da un imperdibile dvd.
E questa è l'esecuzione di Sleeping Sun (grazie a HauntingGhost)
Tarja, strega il cuore, in qualsiasi versione la preferiate...
Solo il titolo vale il prezzo del libro; anzi direi di più: identifica subito la donna Franca Valeri.
Nella mia memoria è la signora Cecioni in una Canzonissima in bianco e nero della prima rete della RAI d'antan.
Eccola, surrealmente impagabile (grazie all'amico galaxymat che ha reso disponibile questo video)
Poi grazie alla passione per Totò l'ho potuta ammirare nelle vesti della signorina milanese snob che organizza una classica festa anni '50 nella propria villa a Capri.
Ammiratela in questi due video messi a disposizione su youtube da seaweedsalghe
Il libro ripercorre alcune tappe, alcuni episodi della vita di questa grande attrice: dalla giovinezza nell'italia fascista che si trova a fronteggiare le leggi razziali, alla scoperta di Parigi negli anni '50 con un incredibile successo sulla scena francese.
Mi ha colpito molto la forza di questa donna e della sua solitudine un po' cercata: il piacere dello stare soli visto come una conquista. In più le pagine trasmettono una voglia quasi fisica di rimanere giovani.
Molto romantica anche l'idea che quando si ama veramente qualcuno è più affascinante possederlo con i gesti della quotidianità (accarezzarlo/la, aiutarlo/la nelle cose più normali di tutti i giorni, ecc...) piuttosto che unicamente con il sesso, che riporta il possesso dell'altro ad una normalità da molti frequentata.
Mi è piaciuta l'esultanza di Vendola per la vittoria milanese di Pisapia.
Nel video seguente (dopo un breve saluto della Camusso) potete ascotarne le parole (grazie all'amico videolinkiesta che lo ha messo a disposizione su youtube):
L'enfasi è da vittoria meritata sullo sfacelo epocale che permea il suolo italico.
Anche il forte passaggio sui rom e sui fratelli mussulmani non mi sembra altro che pregno di parole che ogni buon cristiano dovrebbe sentire sue se solo provasse ad applicare ciò che Gesù (reietto tra i reietti) si sforzava di far capire.
Disarmante ma al contempo pieno di speranza per il futuro.
Non che non sapessi a che tipo di spettacolo andassi incontro, ma vedersi sbattute in faccia le magagne di questa nostra povera italia, fa sempre un certo effetto!
Certo rimangono le battute e le frecciate, ma l'ossatura dello spettacolo è ben altra: Beppe cerca di farci prendere coscienza della nostra natura di cittadini.
Nel rispetto dei nostri doveri dobbiamo far valere i nostri diritti: indossando un elmetto metaforico possiamo far risorgere il paese.
Siamo noi il fondamento dello Stato e chi fa politica purtroppo lo ha scordato.
Forza Beppe, aiutaci a rinascere dalle nostre ceneri, tutti insieme ce la faremo!!
Tutto è cominciato nel dicembre 2007, quando ho "incontrato" Angelo Langè grazie al documentario trasmesso su rai3 dal titolo Cocaina l'allarme sociale (opera in presa diretta di Roberto Burchielli e Mauro Parissone prodotta da H24). Per cominciare a conoscere Angelo, il suo lavoro, i suoi amici è fondamentale la visione di questa realizzazione e grazie all'amico iTaLiATv (questa è la sua pagina su youtube) posso proporvela interamente per la visione che come ho già scritto poco fa è fondamentale. Un altro sentito grazie va ai realizzatori e ai protagonisti che permettono la presenza su youtube della loro opera senza chiederne la rimozione; questa è la potenza della Rete: la conoscenza e l'informazione alla portata di tutti!
Cocaina Parte 1
Cocaina Parte 2
Cocaina Parte 3
Cocaina Parte 4
Cocaina Parte 5
Cocaina Parte 6
Cocaina Parte 7
Siamo arrivati alla parte 8 di quest'opera e purtroppo ci dobbiamo scontrare con una delle grandi multinazionali della musica: siccome nel segmento è contenuto un brano i cui diritti sono della WMG l'audio è stato disabilitato da youtube e quindi non possiamo neanche ascoltare i dialoghi. Me ne scuso, ma magari anche solo dalle immagini si possono trarre molte sensazioni.
Cocaina Parte 8
Riprendiamo i segmenti ora di nuovo con l'audio:
Cocaina Parte 9
Cocaina Parte 10
La naturale prosecuzione di questo racconto in immagini, è il libro pubblicato quest'anno da Rizzoli Vite in Polvere: possiamo ripercorrere la vita di Angelo con molti altri episodi avvenuti nel corso delle sue varie esperienze operative. Di sicuro traspare una quotidianità che per Angelo e i suoi amici (si avete letto bene, AMICI che riescono ad affrontare con il sorriso sulle labbra anche le situazioni più critiche) è riuscita ad esorcizzare la paura per una vita che certo normale non è. Da tutti i pori del libro traspare un'idea di giustizia un po' alla vecchia maniera, un po' alla TEX (posso dirlo Angelo?), ed è così che deve essere; mi ha fatto respirare di nuovo. Dopo tutto quello che leggo sul web, che ascolto in TV anelavo una boccata d'ossigeno come questa!
Provate ad assaporare la goduria dell'arresto di uno spacciatore oppure lo stesso amaro dispiacere provato da Angelo nel vedere degli anziani genitori crollare distrutti davanti al palesarsi della miseranda attività di un figlio amato e cresciuto con ben altre aspettative.
Provate ad assaporare l'immaginifico fantasticare durante le lunghe attese generate dagli appostamenti nei posti più strani.
E perchè no, provate ad assaporare il gusto unico del chinotto!
Un altro aspetto di cui Angelo ci rende partecipi è il degrado progressivo che da anni colpisce le aree ai confini della metropoli milanese (ma qui credo che il discorso si possa tranquillamente estendere a tutte le aree metropolitane!), veramente abbandonate a se stesse. La nostra "sensazione visiva" è che il fenomeno droga, il fenomeno spaccio, sia minore rispetto a 20 anni fa, ma in realtà non è così: sono cambiate le modalità di distribuzione e di consumo e quindi si vedono meno tossicomani in giro. In realtà esiste un universo parallelo degradato in cui lo spaccio e il consumo sono aumentati a livello esponenziale. Posti anonimi, normali, insignificanti di giorno (ad esempio i campi coltivati alla periferia della metropoli) con le tenebre diventano pericolosi: inoltrarsi in questi mondi reali distorti fa rischiare la vita.
Angelo ci racconta che in lui gioca ancora molto la curiosità: il cercare di afferrare le assurde ragioni che spingono esseri umani di condizione diversissima tra loro a drogarsi, a cercare comunque rifugio e sollievo in una sostanza maligna.
Il libro contiene anche alcuni episodi della sua carriera veramente esilaranti, ma anche in questi frangenti si può percepire la passione per il proprio lavoro che lo anima da sempre. Giustizia, passione per il proprio lavoro e gli amici: tre cardini del libro, della vita.
Tre cardini che si sublimano nell'idea dell'uguaglianza, nell'idea che tutti siamo "uno". Pensate che fuori dalla finestra dell'ufficio di Angelo sventola un lenzuolo trovato in una delle sue numerosi azioni, che riporta la scritta: "Qui nessuno è straniero: siamo tutti uguali nell'essere umani."
A questo punto cosa posso dire se non "massimo rispetto"?
Legnano 28/10/2010: Maniero di San Bernardino. Due degli organizzatori presentano Angelo Langè alla platea
Dopo aver parlato un pò del libro e delle sensazioni suscitate, vi racconto della serata del 28 ottobre al maniero della contrada di San Bernardino a Legnano, dove ho potuto conoscere di persona Angelo. Dopo averlo visto in immagine, letto su carta, si è materializzato in tutta la sua umanità.
La serata è iniziata con un racconto che ci ha gelato l'anima, dimostrandoci quanto il fenomeno droga ci circondi più di quanto possiamo immaginare. I campi di Rescaldina, di Origgio, sono sedi usuali di spaccio: questa attività commerciale degenerata e degenerante ci sfiora da vicino e noi non ne siamo consapevoli. Mentre stava venendo all'incontro di Legnano, in autostrada dalle parti di Origgio in una piazzola ha potuto osservare le fasi di uno scambio tra acquirente e spacciatore: ha subito avvisato i colleghi del posto per un rapido intervento. Sempre al lavoro! massimo rispetto!!
La serata si è sviluppata partendo dalle immagini di "cocaina", il documentario del 2007 che vi ho segnalato all'inizio, da cui Angelo è partito per spiegarci meglio le sue dinamiche quotidiane lavorativa, raccontandoci episodi che non sono contenuti nel libro "vite in polvere".
La sua semplicità, la sua umanità sono gli aspetti che più mi hanno colpito. Mi è piaciuto sentirlo spesso parlare con il gergo della strada, che come racconta nel libro, è da sempre un po' la sua casa ed i suoi abitanti la sua famiglia. Ci ha raccontato la devastazione causata dalla droga, dalla cocaina in primis, da cui si crede di riuscire ad uscire in qualsiasi momento, ma che invece ti lega a se per tutta la vita.
Scusate faccio una parentesi musicale: io questa cosa l'ho imparata da adolescente grazie ad una canzone, "Cocaine" di JJ Cale. Portata al successo da Eric Clapton negli anni'70 (l'ho conosciuta quando facevo le medie) da sempre da molti è considerata un inno alla droga. Ma quando mai!! Il suo testo, devastante nella sua tristezza di fondo, racconta in maniera efficace lo schifo di questo che per molti assurge ad essere un vero e proprio paradiso artificiale che poi difficilmente riesci ad abbandonare.
Qui potete ascoltarla in una versione live di JJ Cale:
JJ Cale: "cocaine" (live)
"If you wanna hang out you've got to take her out; cocaine.
If you wanna get down, down on the ground; cocaine.
She don't lie, she don't lie, she don't lie; cocaine."
Ritornando alla serata mi ha emozionato il racconto di Angelo sulla sua recente visita alla Comunità di San Patrignano, dove i tossicodipendenti seguendo un particolare percorso di recupero, vengono riportati alla vita.
Ecco il video tratto dalla pagina di WeFree TV
Angelo Langè a San Patrignano per il WeFree Day 2010
Un'idea mi urla nella mente: di queste serate di Angelo dovrebbe essere fatto un video da distribuire a tutte le scuole per farlo vedere ai ragazzi senza nessuna censura. Secondo me aiuterebbe di più di 100 ore di educazione civica, ne sono certo!
Spero che qualcuno in qualche ministero ci pensi: non dovrebbe essere di difficile realizzazione.
Alla fine della serata Angelo ci ha anche raccontato della sua attività di "writer" e di "street artist". Questo è il suo sito e questi sono due suoi video (tratti dalla sua pagina su youtube raggiungibile qui) con alcune delle sue opere:
angelo art 1
angelo art 2
Recentemente ha partecipato con un suo lavoro sui 150 anni dell'unità d'Italia raffigurante Giuseppe Garibaldi ad una competizione a Roma con finale di asta benefica. Ebbene la sua opera è stata quella venduta al prezzo più alto, con buona pace degli altri partecipanti professionisti!
Angelo con sullo sfondo la sua realizzazione dedicata a Giuseppe Garibaldi
Grazie alla gentilezza di Angelo (che mi ha mandato via mail le foto dopo aver letto questo articolo), posso aggiungere qualche altra immagine sulle fasi di realizzazione dell'opera dedicata a Garibaldi.
Poi, per chi lo voleva, ha autografato il suo libro: e che autografo!!! Guradate la foto:
Autografo da vero "writer"
Si è dimostrato disponibilissimo ad un ulteriore confronto in cui ha soddisfatto altre mie curiosità.
La serata è finita così in allegria, e se può bastare Angelo, grazie.
Grazie a te e alla tua squadra e a tutti quelli che lavorano per un mondo più "giusto". Ci spronate a fare come voi nella nostra vita di tutti i giorni, perchè il paese in questo momento ha bisogno dell'impegno di tutti, ma proprio tutti.
E' stato un onore averti conosciuto, spero di poterti incontrare nuovamente. Ciao.
Da sinistra: Angelo Langè e il sottoscritto alla fine della serata
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