"Fa che tutto sia fuoco dentro di me... davvero... fa che tutto sia fuoco dentro di me" (Litfiba)



venerdì 17 ottobre 2014

Dire Straits - Making Movies - 17 ottobre 1980

17 ottobre 1980, viene pubblicato il terzo album dei Dire Straits, MAKING MOVIES.
Sono passati 34 anni, ma la voce di Mark e la sua chitarra, continuano a scintillare nell'anima, come se fosse il primo ascolto.



E il film continua, Mark non si è mai fermato...

Jennifer Devlin - Friday I'm in love - (il fascino della cover episodio n. 6)

Bella e dolce versione di uno dei brani dei Cure che da sempre è nel mio cuore.
Jennifer Devlin è un prodotto del format di X Factor e ha una voce calda e pastosa.



Certo sono più affezionato alla versione originale di Robert Smith del 1993

Non so, questa canzone mi ha sempre trasmesso gioia e allegria. E poi oggi è venerdì...

martedì 14 ottobre 2014

Il capitano Kirk di nuovo al comando di... una Golf elettrica!!

Ebbene si accontentiamoci di vedere il Capitano Kirk tornare al comando di una Golf elettrica e il signor Spock alla guida di una più avveniristica XL1.
Volkswagen tra le stelle!

Blackberry Smoke - Ain't Much Left Of Me - Lynyrd Skynyrd at the crossroad with Duane Allman


Oddio, sono fulminato sulla via del Southern Rock, e quasi quasi inizio a credere anche io alla teoria della reincarnazione: che questo gruppo abbia in se il genoma dei componenti defunti dei  Lynyrd Skynyrd e del mitico Duane Allman?
Ascoltare per giudicare:



martedì 30 settembre 2014

Siamo chi siamo - Ligabue e il non fuggire da noi stessi


In questi ultimi giorni ascolto molto il nuovo singolo di Ligabue, e devo dire che mi piace molto.
Con la sua lucida schiettezza e cristallina sintesi, rappresenta quanto possa essere assurdo tentare di fuggire da noi stessi.



Il tentativo di migliorare o l'inseguire nuovi sogni potrà mai limitare il nostro essere noi?
E se la vita veramente vissuta non fosse altro che essere sempre e solo veramente noi stessi e basta?
Forse le "insolazioni" di cui canta Luciano, servono solo a farci capire questo, che non c'è niente da capire...

"...siamo chi siamo
siamo arrivati qui come eravamo
abbiamo parcheggiato fuori mano
si sente una canzone da lontano...
 
...nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai a non aver capito
ma poi ci fu una distrazione
o forse fu un’insolazione
a dirmi non c’è niente da capire...
 
...conosco le certezze dello specchio
e il fatto che da quelle non si scappa
e ogni giorno mi è più chiaro
che quelle rughe sono solo
i tentativi che non ho mai fatto
siamo chi siamo
siamo arrivati qui come eravamo
si sente una canzone da lontano
potresti fare solo un po’ più piano? "
 

martedì 16 settembre 2014

Le due vie del destino - The Railway Man - la forza dell'amore che con fatica salva


Film molto coinvolgente, grazie anche alla splendida interpretazione di Colin Firth, anche in questa occasione secondo me da Oscar.
La storia di Eric Lomax, basata sul suo libro autobiografico "The Railway man", si dipana tra gli orrori della seconda guerra mondiale e gli anni ottanta.
Fatto prigioniero dai giapponesi dopo la caduta di Singapore del 1942, Eric e i suoi commilitoni vengono destinati alla costruzione di quella che verrà in seguito chiamata "la ferrovia della morte", che si dipana tra la Thailandia e la Birmania.
La tragica vicenda di soprusi e violenze viene alternata appunto agli anni ottanta dove un Eric mai dimentico degli orrori bellici, si innamora della bella Patti, conosciuta casualmente su un treno. Dopo un breve periodo iniziale di innamoramento totale, i fantasmi del passato di Eric si mostrano sempre più assidui.




Ma Patti non fugge, non si spaventa, di fronte alla trasformazione dell'uomo che ama continuamente  devastato dalle ferite nell'anima. Non lo abbandona scegliendo la facile via della fuga verso allegria e ottimismo; seppur lasciata fuori e a margini da Eric, che si richiude sempre in più in se stesso, si immerge anima e corpo nel suo dolore e gli sta al fianco.
Venuto a conoscenza che il suo  aguzzino giapponese è ancora in vita, Lomax, dapprima decide di percorrere la facile strada della vendetta, ma poi da vero uomo decide di perdonare guadagnando la redenzione per se e per il suo vecchio nemico giapponese.
E Patti è lì con lui, ancora al suo fianco, vera donna innamorata e mai piegata dalla paura della bestia dell'anima.
L'amore vince e può salvare se non si ha timore di affrontare insieme i lati oscuri dell'anima.
Un grande film su colpa-perdono-redenzione e forza dell'amore che con fatica salva: da vedere!

martedì 9 settembre 2014

SHAPESHIFTED - If you got a problem (spit it out) - i figli impuri degli Stones (e non solo!)

Gandissima sorpresa dalle pianure del Belgio!
Marc Van der Eecken (voce e chitarra) e il suo gruppo sono non solo figli impuri degli Stones, ma anche di molti altri.

Il singolo "If you got a problem (spit it out)" potrebbe tranquillamente essere tratto da un album di Mick Jagger e soci di qualche decennio fa; ascoltare per credere:


E che dire allora di papà Neil Young? Ascoltateli in questa cover di "Cortez the killer", veramente powerful Insomma, alla fine,  rock on!

lunedì 1 settembre 2014

Settembre - Alberto Fortis

Celebro l'arrivo di settembre, il mese che da sempre preferisco, con questo bel brano di Alberto Fortis datato 1981. Indubbiamente è il brano di Fortis che preferisco.



Giovani amori passano per restare, vecchi amori tornano per restare.
Amori che ci accompagnano nel viaggio e per cui dobbiamo sempre essere grati, soprattutto se, da uomini fragili,  non li abbiamo meritati...
Ma rialzandoci, ameremo ancora
 
...Sono pronto e tocca a me, l'aria fresca soffiera'
l'armatura non l'avro', ahi settembre partiro'...
...La tempesta di neve non mi sorprendera',
 ahi settembre che sara'...
...l'accompagnero', dentro il mio giardino
sempre la terro', da vicino, sempre, sempre...

 

giovedì 21 agosto 2014

The Chef con Jon Favreau


Sono stato attratto dal film per la presenza di attori di “nome” (Dustin Hoffmann, Robert Downey Jr., Scarlett Johanson), che in realtà poi sono stati utilizzati solo per ruoli secondari.

Curiosamente la trama mi sembrava richiamare un po’ RATATOUILLE, capolavoro Pixar di qualche anno fa.



La storia tratta di Carl, famoso chef, la cui attività viene stroncata dalla recensione negativa di un noto critico/blogger. Carl gli risponde per le rime utilizzando Twitter e lo sfida ad una nuova cena con relativa recensione. Purtroppo di cui non conosce bene le funzionalità del social network e quindi rende pubblica la sua diatriba con il critico/blogger.

La sfida però non può avere luogo in quanto il proprietario del ristorante dove lavora Carl non accetta il nuovo menù proposto e lo licenzia. Durante la serata il critico continuerà a postare su twitter le sue impressioni non sapendo che Carl non è in cucina, ma a casa a preparare comunque per sua intima soddisfazione il menù progettato.

Mentre continua a leggere i tweet pubblicati, Carl decide di recarsi al ristorante e affrontare il critico: la sua sfuriata finisce sul web e ogni possibilità di lavoro futura gli viene preclusa.



Su consiglio della ex moglie, decide di partire per Miami e aprire un chiosco di panini mobile su uno sgangherato furgoncino che rimette a nuovo con l’aiuto del figlio e di un fidato amico.

I suoi panini fanno faville e risalendo on the road verso la California ritrova un rapporto vero con il figlio decenne, che nel corso degli anni aveva perso.

Tornati in città anche il critico, che intanto ha venduto il proprio Blog per una vagonata di soldi, di nuovo colpito dall’abilità di Carl nell’inventare panini sublimi gli propone di diventare lo Chef del nuovo ristorante che ha appena rilevato. Carl ritrova anche l’amore per la sua ex-moglie e tutti vissero felici e contenti.

Mha, che dire?
Nella seconda parte il film mi sembra che si perda un po’, senza forse capire dove andare realmente a parare.

Tanti anni fa avevo visto sullo stesso argomento un film di Stephen Frears, che secondo me era riuscito meglio, forse anche perché alla base esisteva un buon romanzo di Roddy Doyle: “The Van”, in italiano “Due sulla strada”.



Raccontava di Brendan che nel 1989 si ritrova improvvisamente senza lavoro; decide allora di buttarsi sulla strada con un suo amico comprando un furgoncino per vendere il famoso fish and chips. Grazie ai successi insperati della nazionale irlandese ai mondiali di calcio di Italia 90, gli affari vanno a gonfie vele, mentre l’amicizia tra i due precipita in cattive acque fino a che il loro ristorante ambulante viene chiuso dall’ufficio di igiene. Ci sarà comunque un tentativo disperato di recuperare l’amicizia.
Questo si è un film che per me merita di essere visto!

Al prossimo film!

martedì 12 agosto 2014

Nano nano, piccolo grande Mork

Voglio ricordarti con la tua malinconica allegria in questo video del tuo amico Bobby McFerrin


 
 
Nano nano amico mio.
 


Wilco Johson/Roger Daltrey - Going Back Home


Una bellissima sorpresa questo disco che vede uniti gli sforzi di Wilko Johnson (già chitarrista nei settanta del gruppo Dr. Feelgood) e di Roger Daltrey, la mitica voce (e che voce!) degli Who.
E' un bell'album di rock/blues ben suonato e ben cantato, cosa posso volere di più?

Il video della canzone che dà il titolo all'album, è molto bello perché riprende immagini degli anni sessanta/settanta tra cui anche esibizioni di Roger con gli Who e di Wilco con i Dr. Feelgood.
Eccolo:

Going back home 

 

 
Poi ecco un altro video del brano usato come primo singolo:
 

I Keep It To Myself  




 
 
Se poi volete godere di un concerto completo dei nostri due eroi, eccovi una bella esibizione di qualche mese fa:
 


 
Evvai col blues!

lunedì 4 agosto 2014

Eric Clapton & Friends: The Breeze - An Appreciation of JJ Cale ovvero JJ Cale nella visione di Eric Clapton

Il blog riapre!
Ritorno raccontandovi le impressioni sul nuovo disco di Eric Clapton, dedicato ad uno dei suoi e miei miti musicali, e non solo credo: J.J. Cale.
Nel corso della sua carriera, questo misconosciuto musicista ha prodotto e fatto produrre vagonate di buona musica.
Lo stesso Clapton deve parte del suo successo di musicista a 2 cover di brani di J.J.: Cocaine e After Midnight.

Eric Clapton - Cocaine

Eric Clapton - After Midnight

 
Il disco può, tramite la notorietà di Clapton, contribuire ad espandere la conoscenza dell’artista, magari accedendo ai suoi dischi originali, essenziali per coglierne la delicata e malinconica essenza. Infatti nelle tracce del disco di Clapton e amici, a mia opinione, mi sembra che gli artisti diano una interpretazione di J.J. Cale mediata dalla visione che Clapton aveva di questo splendido musicista.

JJ Cale - After Midnight (live)

JJ Cale - Call me the breeze (album version)


Per il mio gusto personale l'unica presenza fedele al sentire musicale di JJ  mi sembra essere Mark Knopfler: ascoltando la terza traccia SOMEDAY e ascoltando subito dopo i primi 2 album dei DIRE STRAITS (soprattutto il secondo COMMUNIQUE') si capisce pienamente dove Mark trasse molte delle sue sensazioni musicali.

Mark Knopfler - SOMEDAY

 
SOMEDAY potrebbe essere tranquillamente una traccia dei primi due album dei DIRE STRAITS.

DIRE STRAITS - Single handed sailor (dall'album Communiquè)

 

Dopo aver detto ciò ecco quella che per me è la migliore cover mai fatta di un brano di J.J. Cale: call me the breeze eseguita fin dagli esordi dagli eroi del souther rock , i Lynyrd Skynyrd. Eccola suonata in una delle loro innumerevoli esibizioni dal vivo: J.J. in salsa Lynyrd, evvai col barbecue!!

LYNYRD SKYNYRD - Call me the breeze

 
 

domenica 9 settembre 2012

Ford Mustang: l'automobile rappresenta quello che siamo veramente.

Sembrerebbe essere proprio questa la morale che pervade nel profondo il nuovo spot della FORD Mustang.
L'idea dei creativi forse è banale, ma le immagini, la musica e tutto il contesto creano qualcosa di modernamente evocativo. O forse di ancestralmente evocativo.

Poi a me la FORD Mustang è sempre piaciuta tantissimo...

domenica 8 luglio 2012

Neil Young: Americana. Il feedback di chitarra elettrica fondamento di democrazia

Finalmente!
Torna il grande Neil Young e i suoi "desperados" dei Crazy Horse.
L'idea magari non è nuova. però funziona alla grande.
Il nostro decide di fare suoi alcuni "traditional" della musica americana, e nel calderone ci può anche stare l'inno inglese legato alla lotta per l'indipendenza statunitense.
I classici brani sono destrutturati e riletti con spirito garage, come solo Neil da buon papà del grunge, riesce a fare.
Il risultato è goduriosissimo: il vecchio diesel sputacchiante si mette in moto e elargisce subito la sua coppia mostruosa. Fedback di chitarre e ritmo rulleggiante a gogo a piene mani.
Anche se conoscete i refrain delle canzoni proposte, la sfida è riconoscerle: mi immagino dal vivo quali lunghe cavalcate psichedeliche potranno produrre!!

Oh Susanna


Clementine


Jesus Chariots


God Save the Queen


Disco da avere assolutamente e da mettere a tutto volume in cuffia, auto e in ogni dove, per far sentire al mondo che in fondo il rock pulsa ancora e che fino a quando ci sarà un feedback di chitarra il divertimento sarà assicurato.

martedì 26 giugno 2012

Marley: il film

Che bel film: tutta la vita del grande Bob Marley raccontata tramite interviste a parenti, amici inframezzate da spezzoni di brani eseguiti dal vivo filmini super 8 e professionali d'epoca.
La continua ricerca delle radici africane che troverà sfogo nel concerto del 1979 per l'indipendenza dello Zimbabwe. Il credo religioso di Bob che ha la precedenza su tutto, la ricerca della pace e dell'unità per la  razza umana; la voglia di cambiare le cose con la musica; l'amore per la sua Jamaica; gli ultimi mesi alle prese con il cancro che lo sta divorando.

Tutto questo si può trovare in questo splendido docufilm di 2 ore e mezza. Splendidi i titoli di coda dove il regista ci fa capire che la musica di Bob gli è sopravvissuta e rimane attualissima nella sua ricerca di giustizia, uguaglianza e amore.
La musica vince. Sempre.

domenica 27 maggio 2012

Carlo Verdone - La casa sopra i portici. Vivere con Jimi Hendrix nell'anima


Un bel libro che ci fa entrare direttamente nei ricordi più intimi di Carlo Verdone.
La cessione al Vaticano della casa che fino dal 1930 apparteneva alla famiglia di Carlo, costituisce l'inizio di una vera e propria immersione nelle sensazioni dell'autore.
Questa casa ha da sempre rappresentato un vero e proprio maelström di arte e cultura: il padre del nostro infatti era professore universitario e critico cinematografico e quindi registi, pittori, attori, artisti di tutti i generi hanno da sempre animato "la casa sopra i portici".
Molti sono gli episodi divertenti (tra tutti ricorderei l'episodio di Christian De Sica che si reca a casa Verdone per chiedere in sposa la giovane sorella di Carlo oppure l'impagabile esperienza dell'incontro con un regista dell'underground statunitense a cui l'autore cerca di far apprezzare, senza riuscirci,  i suoi primi esperimenti cinematografici e che si presenterà in casa ubriaco e puzzolente).
Molti sono anche gli episodi tristi (la morte prima della madre e poi del padre di Carlo).
In pratica, la vita.
Evocativa la solitudine che l'autore dichiara di aver volontariamente e spesso cercato nella stanze di questa "grande" casa.
Se tutte queste sensazioni non mi fossero bastate, il finale è puramente psichedelico: con il sottofondo delle parole del brano di Jimi Hendrix "Are You Experienced" Carlo ci lancia a capofitto in una carrellata degli ambienti casalinghi oramai svuotati di tutti i mobili. Vi consiglio di munirvi di cuffiette e di spararvi il brano nelle orecchie a tutto volume mentre leggete le ultime pagine del libro, diventerete un tutt'uno con Jimi e con il sentire dell'autore.
Questa musica ha permeato la sua anima (e non solo la sua , vero?) mentre diventava grande, ed è vero amore questo omaggio finale.
Grande Carlo e grande Jimi, of course.

JIMI HENDRIX: are you experienced?

mercoledì 18 aprile 2012

DIAZ: un film che scuote la coscienza

Grande film di denuncia.
Ammetto che gli accadimenti che stanno alla base del film, li ho sempre un pò trascurati: quando avvenirono nel 2001 ero in viaggio in Norvegia e lì arrivavano un poco attutiti.
Questa pellicola me li fa rivivere in prima persona.
Lo sgombero della scuola DIAZ durante il G8 di Genova mi viene fatto rivivere  usando, a volte, anche filmati originali di quei caotici giorni.
Si basa sugli atti processuali che nel 2010 hanno portato alla condanna di alcuni poliziotti anche se la maggioranza rimane impunita.


Sono uscito scosso, ma ho visto che era una sensazione comune agli spettatori che defluivano dalla sala. Le scene di tortura (si, tortura è proprio la parola giusta...) avvenute nella Caserma di Bolzaneto, lasciano il segno. Un segno sanguinante come i corpi  dei giovani e meno giovani martoriati dalla Polizia.
Il film non assolve i Black Block, anzi! Però chi alloggiava alla scuola Diaz di Genova non era Black Block: la violenza svoltasi tra quelle mura e successivamente non trova nessuna giustificazione e anche nel film qualche appartenente alle forze dell'ordine se ne rende ben conto...
Film da vedere, per cercare di comprendere meglio quello che successe a Genova, quando come tante altre volte le tenebre della violenza hanno offuscato la ragione dell'uomo.

PER DOCUMENTARSI:

Video originale girato durante l'assalto alla scuola e appena dopo:


Qui invece trovate alcune testimonianze raccolte dai PM di Genova.

domenica 1 aprile 2012

Regis de Sa Moreira - il libraio

Libro da maneggiare con cura, come tutte le piccole cose preziose.
Le sue poco più di 100 pagine non devono trarre in inganno: non è un libro "veloce" deve essere assaporato frase per frase, parola per parola. Provo a raccontare qualche sensazione raccolta qua e la tra le pagine, certo che negli altri lettori l'autore ne avrà suscitate altre, molto diverse. Prima di iniziare ringrazio però un libraio in "carne e ossa". Il libraio della libreria Margaroli di Verbania (qui il loro sito) che con un curioso foglietto giallo, mi ha fatto scoprire questo gioiellino.

Un uomo, il nostro libraio, che si fa libro per comunicare con le persone che ama: non parla, non scrive, non telefona ai suoi cari, ma strappa pagine di libri che poi invia per posta. I libri a cui ha strappato le pagine vengono riposti amorevolmente, come malati di un lebbrosario da curare.

Un uomo che rappresenta la nostra voglia di leggere: una voglia compulsiva pronta al possesso fisico.

Un uomo che mette al bando i "non lettori": chi non assapora il piacere del libro deve rimanere apolide, non ha diritto di cittadinanza nel paese dei libri.

Un uomo capace di apprezzare la noia di un libro: anche lei può fare capolino, solo però fino al prossimo libro interessante!

Un uomo svuotato: dalle vita, dalle donne, dagli uomini, dai libri. La sofferenza può farti passare la voglia di donarti. Ma è giusto rinunciare? No, bisogna continuare a... leggere! Non dobbiamo lasciarci vivere, usciamo dal libro e costruiamo libri futuri, senza nessuna incertezza.

Un uomo, il libraio; una vita, la libreria; noi, i libri.

Un uomo legge per dimenticare o per pensare? Forse legge per sognare...
Sognare l'ultimo libro, quello dato all'ultimo cliente  che uscendo delicatamente dalla libreria non fa scattare la suoneria della porta. E se i libri si sognano gli uni con gli altri il libraio può aprire il suo libro interiore e finalmente correre a leggere l'ultima pagina, conscio che sarà la più bella e che sarà quella che darà significato a tutti i libri letti.

sabato 17 marzo 2012

Eurythmics vs Marilyn Manson: Sweet Dreams (il fascino delle cover episodio n.5)

Eurytmics 1983
Un altro ricordo affettuoso di quella mitica stagione televisiva che mi portò in dono il programma "Mr. fantasy" condotto su Raiuno da Carlo Massarini.
Un gioiello che ricevetti in dono fu il brano "Sweet Dreams" degli Eurytmics con cui si rivelarono il talento di Dave Stewart e la bravura di Annie Lennox.
Mi faranno compagnia con i loro pezzi per ancora tanti anni, ma con quel primo brano mi ammaliarono.
Nel video originale colpiscono il fascino androgino di Annie e l'imperturbabilità di Dave:


In questi giorni questo  trailer di un fu film in uscita ("la furia dei titani" seguito di "scontro di titani")


mi ha fatto tornare in mente la cover del brano fatta da Marilyn Manson nel 1995:


Ragazzi!!!
Qui il fascino della cover diventa perverso.
Diventa disturbante e deviante.
Il brano però si presta e regge bene la disgregazione a cui viene sottoposto da Manson.
Quale preferire?

giovedì 15 marzo 2012

John Carter di Marte: le letture fatte da ragazzo si materializzano sul grande schermo

Sono stato al cinema a vedere il nuovo film prodotto dalla Disney, tratto dai romanzi del ciclo di marte (in particolare "A Princess of Mars" del 1912) scritti da Edgar Rice Burroughs (il creatore di Tarzan) nei primi anni del 1900.


Gli autori della pellicola sono stati bravissimi perchè hanno saputo ricreare il clima che si respirava nei romanzi del ciclo: un sapore di tecnologia aliena e arcaica.
John Carter è un ufficiale Sudista che dopo la guerra di secessione viene catapultato su marte e si trova nel bel mezzo di un'altra guerra civile: questa volta ne uscirà vittorioso, scegliendo di restare su marte.
Vorrei qui ricordare anche i fumetti della Marvel della fine degli anni '70, che hanno sicuramente trasmesso un'eredità visiva alla pellicola.
Chiaramente è un film di fantascienza d'azione (la versione in 3d è spettacolare e il tempo vola in un attimo...), ma la scena che più mi è rimasta impressa è quella di una frenetica battaglia dove il nostro eroe mena fendenti a destra e a manca alternata alle immagini di John Carter che seppellisce  moglie e figlioletto trucidati dai soldati nordisti.
Film da vedere al cinema nella magia del buio della sala, come sempre.