Disarmante ma al contempo pieno di speranza per il futuro.
Non che non sapessi a che tipo di spettacolo andassi incontro, ma vedersi sbattute in faccia le magagne di questa nostra povera italia, fa sempre un certo effetto!
Certo rimangono le battute e le frecciate, ma l'ossatura dello spettacolo è ben altra: Beppe cerca di farci prendere coscienza della nostra natura di cittadini.
Nel rispetto dei nostri doveri dobbiamo far valere i nostri diritti: indossando un elmetto metaforico possiamo far risorgere il paese.
Siamo noi il fondamento dello Stato e chi fa politica purtroppo lo ha scordato.
Forza Beppe, aiutaci a rinascere dalle nostre ceneri, tutti insieme ce la faremo!!
Tutto è cominciato nel dicembre 2007, quando ho "incontrato" Angelo Langè grazie al documentario trasmesso su rai3 dal titolo Cocaina l'allarme sociale (opera in presa diretta di Roberto Burchielli e Mauro Parissone prodotta da H24). Per cominciare a conoscere Angelo, il suo lavoro, i suoi amici è fondamentale la visione di questa realizzazione e grazie all'amico iTaLiATv (questa è la sua pagina su youtube) posso proporvela interamente per la visione che come ho già scritto poco fa è fondamentale. Un altro sentito grazie va ai realizzatori e ai protagonisti che permettono la presenza su youtube della loro opera senza chiederne la rimozione; questa è la potenza della Rete: la conoscenza e l'informazione alla portata di tutti!
Cocaina Parte 1
Cocaina Parte 2
Cocaina Parte 3
Cocaina Parte 4
Cocaina Parte 5
Cocaina Parte 6
Cocaina Parte 7
Siamo arrivati alla parte 8 di quest'opera e purtroppo ci dobbiamo scontrare con una delle grandi multinazionali della musica: siccome nel segmento è contenuto un brano i cui diritti sono della WMG l'audio è stato disabilitato da youtube e quindi non possiamo neanche ascoltare i dialoghi. Me ne scuso, ma magari anche solo dalle immagini si possono trarre molte sensazioni.
Cocaina Parte 8
Riprendiamo i segmenti ora di nuovo con l'audio:
Cocaina Parte 9
Cocaina Parte 10
La naturale prosecuzione di questo racconto in immagini, è il libro pubblicato quest'anno da Rizzoli Vite in Polvere: possiamo ripercorrere la vita di Angelo con molti altri episodi avvenuti nel corso delle sue varie esperienze operative. Di sicuro traspare una quotidianità che per Angelo e i suoi amici (si avete letto bene, AMICI che riescono ad affrontare con il sorriso sulle labbra anche le situazioni più critiche) è riuscita ad esorcizzare la paura per una vita che certo normale non è. Da tutti i pori del libro traspare un'idea di giustizia un po' alla vecchia maniera, un po' alla TEX (posso dirlo Angelo?), ed è così che deve essere; mi ha fatto respirare di nuovo. Dopo tutto quello che leggo sul web, che ascolto in TV anelavo una boccata d'ossigeno come questa!
Provate ad assaporare la goduria dell'arresto di uno spacciatore oppure lo stesso amaro dispiacere provato da Angelo nel vedere degli anziani genitori crollare distrutti davanti al palesarsi della miseranda attività di un figlio amato e cresciuto con ben altre aspettative.
Provate ad assaporare l'immaginifico fantasticare durante le lunghe attese generate dagli appostamenti nei posti più strani.
E perchè no, provate ad assaporare il gusto unico del chinotto!
Un altro aspetto di cui Angelo ci rende partecipi è il degrado progressivo che da anni colpisce le aree ai confini della metropoli milanese (ma qui credo che il discorso si possa tranquillamente estendere a tutte le aree metropolitane!), veramente abbandonate a se stesse. La nostra "sensazione visiva" è che il fenomeno droga, il fenomeno spaccio, sia minore rispetto a 20 anni fa, ma in realtà non è così: sono cambiate le modalità di distribuzione e di consumo e quindi si vedono meno tossicomani in giro. In realtà esiste un universo parallelo degradato in cui lo spaccio e il consumo sono aumentati a livello esponenziale. Posti anonimi, normali, insignificanti di giorno (ad esempio i campi coltivati alla periferia della metropoli) con le tenebre diventano pericolosi: inoltrarsi in questi mondi reali distorti fa rischiare la vita.
Angelo ci racconta che in lui gioca ancora molto la curiosità: il cercare di afferrare le assurde ragioni che spingono esseri umani di condizione diversissima tra loro a drogarsi, a cercare comunque rifugio e sollievo in una sostanza maligna.
Il libro contiene anche alcuni episodi della sua carriera veramente esilaranti, ma anche in questi frangenti si può percepire la passione per il proprio lavoro che lo anima da sempre. Giustizia, passione per il proprio lavoro e gli amici: tre cardini del libro, della vita.
Tre cardini che si sublimano nell'idea dell'uguaglianza, nell'idea che tutti siamo "uno". Pensate che fuori dalla finestra dell'ufficio di Angelo sventola un lenzuolo trovato in una delle sue numerosi azioni, che riporta la scritta: "Qui nessuno è straniero: siamo tutti uguali nell'essere umani."
A questo punto cosa posso dire se non "massimo rispetto"?
Legnano 28/10/2010: Maniero di San Bernardino. Due degli organizzatori presentano Angelo Langè alla platea
Dopo aver parlato un pò del libro e delle sensazioni suscitate, vi racconto della serata del 28 ottobre al maniero della contrada di San Bernardino a Legnano, dove ho potuto conoscere di persona Angelo. Dopo averlo visto in immagine, letto su carta, si è materializzato in tutta la sua umanità.
La serata è iniziata con un racconto che ci ha gelato l'anima, dimostrandoci quanto il fenomeno droga ci circondi più di quanto possiamo immaginare. I campi di Rescaldina, di Origgio, sono sedi usuali di spaccio: questa attività commerciale degenerata e degenerante ci sfiora da vicino e noi non ne siamo consapevoli. Mentre stava venendo all'incontro di Legnano, in autostrada dalle parti di Origgio in una piazzola ha potuto osservare le fasi di uno scambio tra acquirente e spacciatore: ha subito avvisato i colleghi del posto per un rapido intervento. Sempre al lavoro! massimo rispetto!!
La serata si è sviluppata partendo dalle immagini di "cocaina", il documentario del 2007 che vi ho segnalato all'inizio, da cui Angelo è partito per spiegarci meglio le sue dinamiche quotidiane lavorativa, raccontandoci episodi che non sono contenuti nel libro "vite in polvere".
La sua semplicità, la sua umanità sono gli aspetti che più mi hanno colpito. Mi è piaciuto sentirlo spesso parlare con il gergo della strada, che come racconta nel libro, è da sempre un po' la sua casa ed i suoi abitanti la sua famiglia. Ci ha raccontato la devastazione causata dalla droga, dalla cocaina in primis, da cui si crede di riuscire ad uscire in qualsiasi momento, ma che invece ti lega a se per tutta la vita.
Scusate faccio una parentesi musicale: io questa cosa l'ho imparata da adolescente grazie ad una canzone, "Cocaine" di JJ Cale. Portata al successo da Eric Clapton negli anni'70 (l'ho conosciuta quando facevo le medie) da sempre da molti è considerata un inno alla droga. Ma quando mai!! Il suo testo, devastante nella sua tristezza di fondo, racconta in maniera efficace lo schifo di questo che per molti assurge ad essere un vero e proprio paradiso artificiale che poi difficilmente riesci ad abbandonare.
Qui potete ascoltarla in una versione live di JJ Cale:
JJ Cale: "cocaine" (live)
"If you wanna hang out you've got to take her out; cocaine.
If you wanna get down, down on the ground; cocaine.
She don't lie, she don't lie, she don't lie; cocaine."
Ritornando alla serata mi ha emozionato il racconto di Angelo sulla sua recente visita alla Comunità di San Patrignano, dove i tossicodipendenti seguendo un particolare percorso di recupero, vengono riportati alla vita.
Ecco il video tratto dalla pagina di WeFree TV
Angelo Langè a San Patrignano per il WeFree Day 2010
Un'idea mi urla nella mente: di queste serate di Angelo dovrebbe essere fatto un video da distribuire a tutte le scuole per farlo vedere ai ragazzi senza nessuna censura. Secondo me aiuterebbe di più di 100 ore di educazione civica, ne sono certo!
Spero che qualcuno in qualche ministero ci pensi: non dovrebbe essere di difficile realizzazione.
Alla fine della serata Angelo ci ha anche raccontato della sua attività di "writer" e di "street artist". Questo è il suo sito e questi sono due suoi video (tratti dalla sua pagina su youtube raggiungibile qui) con alcune delle sue opere:
angelo art 1
angelo art 2
Recentemente ha partecipato con un suo lavoro sui 150 anni dell'unità d'Italia raffigurante Giuseppe Garibaldi ad una competizione a Roma con finale di asta benefica. Ebbene la sua opera è stata quella venduta al prezzo più alto, con buona pace degli altri partecipanti professionisti!
Angelo con sullo sfondo la sua realizzazione dedicata a Giuseppe Garibaldi
Grazie alla gentilezza di Angelo (che mi ha mandato via mail le foto dopo aver letto questo articolo), posso aggiungere qualche altra immagine sulle fasi di realizzazione dell'opera dedicata a Garibaldi.
Poi, per chi lo voleva, ha autografato il suo libro: e che autografo!!! Guradate la foto:
Autografo da vero "writer"
Si è dimostrato disponibilissimo ad un ulteriore confronto in cui ha soddisfatto altre mie curiosità.
La serata è finita così in allegria, e se può bastare Angelo, grazie.
Grazie a te e alla tua squadra e a tutti quelli che lavorano per un mondo più "giusto". Ci spronate a fare come voi nella nostra vita di tutti i giorni, perchè il paese in questo momento ha bisogno dell'impegno di tutti, ma proprio tutti.
E' stato un onore averti conosciuto, spero di poterti incontrare nuovamente. Ciao.
Da sinistra: Angelo Langè e il sottoscritto alla fine della serata
Sabato 16 ottobre presso il Salone Estense del Palazzo Comunale di Varese, si è svolta una mattinata contro la violenza. Ho contribuito ad organizzare la manifestazione patrocinata dall'Assessorato Pari Opportunità del Comune di varese.
Nel salone è stato posizionato un particolare allestimento (come potete ben vedere dalle foto seguenti) con un'esposizione di opere della fotografa Karen Berestovoy e dei pittori Mario Tettamanti, Bartolomeo Spanò, Dora Aliverti e Donato Ciceri.
Contemporaneamente sotto I portici del Comune è stata allestita una mostra fotografica del fotografo Carlo Meazza dal titolo “La persona Down: progettiamo un futuro adulto”, che ha riscontrato una notevole attenzione da parte della cittadinanza.
La mattinata è iniziata con l'esibizione dell'Orchestra di fiati del liceo “A.Manzoni” di Varese, che ha suonato tre pezzi molto coinvolgenti.
Poi, avvolti dal buio della sala, è stata la volta di un mio video, con cui ho voluto rappresentare la buia barbarie della violenza che ha devastato il nostro mondo. Il finale è però di speranza, pensando ad un futuro migliore... (Il video è gentilmente pubblicato dal sito di VareseNews, quotidiano on line della provincia di Varese e questo è il link da cui potete anche accedere all'articolo che è stato dedicato alla manifestazione)
Una volta riaccese le luci La Dott.ssa Nicoletta Zucchi Responsabile dei Servizi Demografici del Comune di Varese, ha preso la parola spiegando il significato delle opere esposte: il buio della violenza e la luce della speranza. Gli stessi percorsi fatti di visi, occhi, mani di donna che si possono calpestare oppure evitare, servono per provocare reazioni diverse in ognuno di noi: subire la violenza o contrastarla opponendoci.
I relatori sono stati introdotti da una presentazione dell'Assessore alle Pari Opportunità e ai Servizi Educativi del Comune di Varese Patrizia Tomassini che ha spiegato come l'intenzione sia stata quella di creare un momento di riflessione sul tema della violenza: Buio e Luce indicano i due aspetti della problematica: non ci sono solo cose brutte e negative ma anche tante occasioni per migliorare. L'impegno deve essere di tutti: non si può e non si deve fare l'abitudine alla violenza ed è importante partire dalle scuole, dall'educazione dei giovani soprattutto con il buon esempio: Famiglia e Scuola giocano un Ruolo essenziale in tutto il processo educativo e formativo del giovane e l’adulto deve dimostrarsi sempre un punto di riferimento “virtuoso” da seguire. I giovani devono rendersi conto che la violenza non deve essere un fatto “normale”, “ordinario”, ma solo una grave e deplorevole anomalia.
L'Assessore Patrizia Tomassini (seconda da sinistra), introduce i relatori
Sono poi cominciati gli interventi dei relatori.
La Dott.ssa Giovanna Brebbia (Dirigente Medico Chirurgia 1 Azienda Ospedaliera Universitaria “Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi”) con il suo intervento “La Persona Down, progettiamo un futuro adulto”, ha cercato di esprimere a parole le emozioni scaturite da vari percorsi operativi, tutti volti ad integrare al meglio la persona down nella vita quotidiana, in ciò coadiuvata dalle significative foto scattate da Carlo Meazza ed esposte per tutta la settimana sotto il porticato del Palazzo Estense.
L’Avvocato Sara Maria Rasconà ha esposto lucidamente la sua attività volta a supportare le vittime del sempre più diffuso fenomeno dello stalking, che spesso ultimamente assurge all’attenzione della cronaca. Il fenomeno è stato analizzato in tutti i suoi aspetti pratici e psicologici, fornendo alla platea informazioni su un fenomeno odioso e che solo ora la legge ha deciso di affrontare in maniera adeguata.
Il pubblico presente in sala
Il Tenente Piera Stornelli (Comandante Nucleo Operativo e radiomobile compagnia Carabinieri di Varese), ben riagganciandosi all’intervento dell’Avvocato Rasconà, ha portato al pubblico la sua esperienza operativa maturata sul campo, in primis in materia di violenza domestica e relazionale sulle donne. Dopo un’introduzione sull’attuale normativa che cerca di contrastare al meglio questi biechi fenomeni, è passata ad analizzare un caso operativo concreto riguardante un arresto in flagranza di reato di STALKING di cittadino di origini tunisine. L’analisi è stata molto accurata e partendo dal racconto del caso pratico è stata spiegata l’efficacia della nuova legislazione.
La mattinata si è conclusa con Eugenia Trotti (ricercatore di psicologia clinica presso l’Università degli Studi dell’Insubria) che ha intitolato il suo intervento: “Riflessioni Psicologiche sulla Violenza”. Il fenomeno violenza è stato sviscerato in tutte le sue componenti: origini, cause, dinamiche, effetti, artefici e vittime. Poi è stata fatta una disamina sul fatto che l’aumento della violenza sia un dato reale o solo un artificio mediatico, proponendo alla fine soluzioni che non possono essere certo considerate definitive, ma che possono aiutarci a sconfiggere le violenze della vita quotidiana.
Il tavolo con i relatori. Da sinistra: Eugenia Trotti, Patrizia Tomassini, Giovanna Brebbia, Sara Maria Rasconà e Piera Stornelli.
Sono stato molto soddisfatto di partecipare attivamente alla realizzazione di questa mattinata: spero che nel pubblico presente sia attecchita quella scintilla di speranza che tutti noi organizzatori, artisti e relatori abbiamo cercato di accendere con il nostro lavoro.
Avrei voluto concludere con il video realizzato con le foto di Karen Berestovoy e con le immagini dei quadri dei pittori che hanno accettato di esporre le loro opere durante la mattinata, ma il link sul sito di VareseNews non è più attivo (io lo segnalo comunque lo stesso, eccolo qui) quindi concludo con una mia foto scattata durante la proiezione del mio video.
La vitale speranza di un mazzo di rose si staglia sulla buia e cupa violenza dell'Olocausto.
E' con il solito raccapriccio che leggo certe cose: la memoria di Kurt Cobain oramai è notorio, non è difesa dalla vedova (provate a leggere questo mio post), ma dai suoi due vecchi compagni d'avventura dei Nirvana Krist Novoselic e Dave Grohl. Lo scempio causato da Activision con il suo gioco "Guitar Hero", ha fatto giustamente indignare Krist e Dave (e anche me!!!); leggete la loro dichiarazione congiunta:
***
"Vogliamo che la gente sappia che siamo sgomenti e molto delusi dal modo in cui un facsimile di Kurt Cobain è stato usato nel gioco di Guitar Hero. Il nome e l’immagine di Kurt Cobain sono di proprietà esclusiva della sua compagnia – non abbiamo alcun controllo su quest’area.
Sebbene fossimo al corrente che l’immagine di Kurt sarebbe stata usata insieme a due canzoni dei Nirvana, non sapevamo che i giocatori avrebbero avuto la possibilità di sbloccare il personaggio. Questo permette che il personaggio possa suonare qualsiasi canzone voglia il giocatore. Vorremmo spronare Activision affinché faccia la cosa giusta e “ri-blocchi” il personaggio in modo che ciò non accada in futuro.
E’ duro vedere un’immagine di Kurt mentre fa la pantomima di brani altrui accompagnato da personaggi da cartone animato. Kurt Cobain ha scritto canzoni che significano molto per molte persone in tutto il mondo. Siamo convinti che Kurt si meriti di meglio."
Krist Novoselic e Dave Grohl
***
... solo un'ultima cosa: Kurt mi rimane nell'anima! "Come as you are... like an old memory..."
Quante volte sentendo una canzone mi sono detto "che bella!"
Quante volte ho scoperto che una bella canzone è in realtà una cover di un altro brano!
Quante volte mi sono detto che la cover è meglio dell’originale!
Da qui nasce l’idea di una serie di pezzi sulle cover che mi sembrano più "emozionali" della versione originaria.
La "cover" deve essere sentita, voluta: bisogna travasare in essa una nuova sensibilità artistica e farla diventare un prodotto indipendente.
Inizio con "The rhythm of my heart", un pezzo di Rod Stewart del 1991 pubblicato sull’album "Vagabond Heart": il brano ai tempi mi sembrò piacevole, ma acquista vita propria solo con la versione dei Runrig, un gruppo di “scottish celtic rock” (belle queste definizioni, anche se forse non è mai troppo giusto cercare di "definire" la musica…) datata 1996 e apparsa sulla loro compilation "Long Distance", di cui consiglio a tutti l'ascolto per conoscerli un po' meglio.
Cosa ci fa piacere una canzone? Non si può spiegare a parole: sono sensazioni!
Di questa versione mi piacciono sia la strumentazione folk (rock?) scozzese che il video (molto fascinoso per chi come me ama i panorami anglosassoni), ed in definitiva la preferisco alla versione di Rod Stewart.
Ecco la versione dei Runrig:
Ed ecco l'originale di Rod Stewart, in una versione LIVE:
A voi quale piace di più?
Rhythm Of My Heart
(Marc Jordan, John Capek)
Across the street the river runs Down in the gutter life is slipping away Let me still exist in another place Running under cover of a helicopter blade
The flames are getting higher in effigy Burning down the bridges of my memory Love may still be alive somewhere someway where they're downing only deer a hundred steel towns away
Oh rhythm of my heart is beating like a drum with the words "I love you" rolling off my tongue
No never will I roam for I know my place is home where the ocean meets the sky I'll be sailing
Photographs and kerosene light up my darkness light it up, light it up I can still feel the touch of your thin blue jeans Running down the alley I've got my eyes all over you baby Oh baby
Oh the rhythm of my heart is beating like a drum with the words "I love you" rolling off my tongue No never will I roam for I know my place is home where the ocean meets the sky I'll be sailing I'll be sailing
Oh I've got lightning in my veins shifting like the handle of a slot machine Love may still exist in another place I'm just yanking back the handle no expression on my face
Oh the rhythm of my heart is beating like a drum with the words "I love you" rolling off my tongue Never will I roam for I know my place is home where the ocean meets the sky I'll be sailing
Oh the rhythm of my heart is beating like a drum with the words "I love you" rolling off my tongue No never will I roam for I know my place is home where the ocean meets the sky I'll be sailing
The rhythm of my heart is beating like a drum with the words "I love you" rolling off my tongue Never will I roam for I know my place is home where the ocean meets the sky I'll be sailing
Ecco l'esecuzione milanese del bellissimo pezzo dell'esperienza BLIND FAITH (il supergruppo nato dopo lo scioglimento dei CREAM di Eric Clapton e di cui facevano parte lo stesso Clapton, Steve Winwood, Ginger Baker e Ric Grech).
L'unico loro album è datato 1969.
Signori, la MUSICA:
Ieri sera al Teatro degli Arcimboldi ho visto il concerto dell'eterno ragazzo Steve Winwood: mi autocito (!?) e come dissi in sostanza per il concerto di John Fogerty, "62 anni e non sentirli!"
Stevie ha ancora tanta voglia di suonare e non mi è sembrato un concerto "marchetta". (Qui potete trovare la recensione del concerto fatta dall'amico lucaf, che cura un blog interessantissimo).
Certo rimane qualche perplessità musicale personale (la mancanza di un bassista, il grande uso dei fiati, l'invadenza del secondo percussionista e delle sue congas...), ma, ripeto, sono solo gusti personali. L'esibizione è stata di alto livello con ottimi musicisti.
Al solito lascio parlare la musica e inizio con uno dei brani a cui sono più affezionato da sempre, Dear Mr. Fantasy (datato 1967): qui Stevie abbandona le tastiere ed imbraccia una fidata Fender Stratocaster.
Rock on!!!
Ed ora il successo più successo che esista, datato 1966 (ha un anno meno di me!!!) Gimme some lovin'
Il rock ci conserva giovani!!!
Integrazione del 08/10/2010: Can't find my way home
In attesa di vedere sabato al teatro Arcimboldi a Milano l'esibizione di Stevie Winwood, girovagando su youtube ho trovato un po' di materiale sul noto festival-concerto organizzato tutti gli anni da Eric Clapton, in cui tra l'altro quest'anno dovrebbe essersi esibito anche Pino Daniele.
E, ragazzi, quale miglior pezzo per ricordare i 40 anni della scomparsa di Jimi Hendrix, se non Voddo Chile? Ed ecco la coppia Clapton-Winwood (e chi si scorda i Blind Faith della fine dei mitici '60?) esibirsi nel celeberrimo brano di Jimi:
E che dire poi della freschezza dei 2 "sempre giovani" vecchietti Buddy Guy e Ron Wood (qui accompagnati da Johnny Lang che può essere anagraficamente loro nipote, ma che musicalmente è di sicuro loro figlio!)??
E qui c'è il giovanotto all'opera (accompagnato dai 2 nonnetti): ragazzi che feeling!!!
Come non esaltarsi con la bella versione di "Further up on the road" di Joe Bonamassa accompagnato da Robert Randolph?
Ora un dolce intermezzo: 3 minuti di "Over the rainbow" eseguita da sua maestà elettrica Jeff Beck:
Guardate che coppia formano Susan Tedeschi e Derek Trucks (sono marito e moglie) qui accompagnati da Warren Haynes degli Allman Brothers Band: ma ci pensate che schitarrate a casa?
E proprio Warren Haynes è maestoso in "Soulshine": un tuffo rinfrescante nei '70 (anche se il brano è dei '90...):
E potevano mancare in un guitar-festival gli ZZ Top?
Amabile come sempre Sheryl Crow (accompagnata da Doyle Bramhall II, Derek Trucks e Susan Tedeschi):
Un omaggio al vecchio leone B.B. King qui accompagnato in "The thrill is gone" da Eric Clapton e da tanti amici:
Insomma, come al solito un festival stupendo: dalle molte telecamere viste ora non resta come tutti gli anni che aspettare il DVD ufficiale, per goderne appieno.
Ma ci pensate se un festival così si svolgesse qui a Milano?
Questo librino è un vero e proprio "divertissment" realizzato dai nostri a 4 mani, avente protagonisti 2 eroi famossissimi nati dalle penne dei 2 scrittori: il commissario Montalbano e l'ispettrice Grazia Negro.
L'opera nasce da una provocazione dell'editore prospettata ai 2 autori mentre era in corso di realizzazione la registrazione video di una loro conversazione da pubblicare poi in DVD.
Accettata la "folle" idea, la prima sfida da affrontare era la "forma" da dare al racconto: di sicuro era praticamente impossibile pensare di riunire i 2 scrittori in una stanza e quindi una "forma" ideale poteva essere quella del racconto epistolare integrato da estratti di rapporti e verbali. Così facendo riesce addirittura a fare capolino in 2 divertentissime pagine, l'ispettore Coliandro (poliziotto pasticcione nato dalla penna di Lucarelli).
La stesura è durata 5 lunghi anni in cui ogni frammento prodotto da uno dei 2 scrittori, diventava una sfida a fare meglio per l'altro.
Il risultato è godibilissimo e si legge tutto d'un fiato.
E se il finale può lasciare qualcuno dubbioso a causa dell'idea di una giustizia un poco "particolare", ricordo che siamo di fronte a Camilleri e Lucarelli.
E poi, esiste veramente un'idea unica di "giustizia"?
Una richiesta finale: se riuscite, fate incontrare Montalbano e Coliandro, vi prego!
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