"Fa che tutto sia fuoco dentro di me... davvero... fa che tutto sia fuoco dentro di me" (Litfiba)



domenica 7 novembre 2010

Angelo Langè - Vite in polvere - incontro con l'autore - Legnano 28/10/2010


Tutto è cominciato nel dicembre 2007, quando ho "incontrato" Angelo Langè grazie al documentario trasmesso su rai3 dal titolo Cocaina l'allarme sociale (opera in presa diretta di Roberto Burchielli e Mauro Parissone prodotta da H24). Per cominciare a conoscere Angelo, il suo lavoro, i suoi amici è fondamentale la visione di questa realizzazione e grazie all'amico iTaLiATv (questa è la sua pagina su youtube) posso proporvela interamente per la visione che come ho già scritto poco fa è fondamentale. Un altro sentito grazie va ai realizzatori e ai protagonisti che permettono la presenza su youtube della loro opera senza chiederne la rimozione; questa è la potenza della Rete: la conoscenza e l'informazione alla portata di tutti!

Cocaina Parte 1


Cocaina Parte 2

Cocaina Parte 3


Cocaina Parte 4

Cocaina Parte 5


Cocaina Parte 6


Cocaina Parte 7




Siamo arrivati alla parte 8 di quest'opera e purtroppo ci dobbiamo scontrare con una delle grandi multinazionali della musica: siccome nel segmento è contenuto un brano i cui diritti sono della WMG l'audio è stato disabilitato da youtube e quindi non possiamo neanche ascoltare i dialoghi. Me ne scuso, ma magari anche solo dalle immagini si possono trarre molte sensazioni.
 
Cocaina Parte 8

Riprendiamo i segmenti ora di nuovo con l'audio:

Cocaina Parte 9


Cocaina Parte 10


La naturale prosecuzione di questo racconto in immagini, è il libro pubblicato quest'anno da Rizzoli Vite in Polvere: possiamo ripercorrere la vita di Angelo con molti altri episodi avvenuti nel corso delle sue varie esperienze operative. Di sicuro traspare una quotidianità che per Angelo e i suoi amici (si avete letto bene, AMICI che riescono ad affrontare con il sorriso sulle labbra anche le situazioni più critiche) è riuscita ad esorcizzare la paura per una vita che certo normale non è. Da tutti i pori del libro traspare un'idea di giustizia un po' alla vecchia maniera, un po' alla TEX (posso dirlo Angelo?), ed è così che deve essere; mi ha fatto respirare di nuovo. Dopo tutto quello che leggo sul web, che ascolto in TV anelavo una boccata d'ossigeno come questa!
Provate ad assaporare la goduria dell'arresto di uno spacciatore oppure lo stesso amaro dispiacere provato da Angelo nel vedere degli anziani genitori crollare distrutti davanti al palesarsi della miseranda attività di un figlio amato e cresciuto con ben altre aspettative.
Provate ad assaporare l'immaginifico fantasticare durante le lunghe attese generate dagli appostamenti nei posti più strani.
E perchè no, provate ad assaporare il gusto unico del chinotto!

Un altro aspetto di cui Angelo ci rende partecipi è il degrado progressivo  che da  anni colpisce le aree ai confini della metropoli milanese (ma qui credo che il discorso si possa tranquillamente estendere a tutte le aree metropolitane!), veramente abbandonate a se stesse. La nostra "sensazione visiva" è che il fenomeno droga, il fenomeno spaccio, sia minore rispetto a 20 anni fa, ma in realtà non è così: sono cambiate le modalità di distribuzione e di consumo e quindi si vedono meno tossicomani in giro. In realtà esiste un universo parallelo degradato in cui lo spaccio e il consumo sono aumentati a livello esponenziale. Posti anonimi, normali, insignificanti di giorno (ad esempio i campi coltivati alla periferia della metropoli) con le tenebre diventano pericolosi: inoltrarsi in questi mondi reali  distorti fa rischiare la vita.
Angelo ci racconta che in lui gioca ancora molto la curiosità: il cercare di afferrare le assurde ragioni che spingono esseri umani di condizione diversissima tra loro a drogarsi, a cercare comunque rifugio e sollievo in una sostanza maligna.
Il libro contiene anche alcuni episodi della sua carriera  veramente esilaranti, ma anche in questi frangenti si può percepire la passione per il proprio lavoro che lo anima da sempre. Giustizia, passione per il proprio lavoro e gli amici: tre cardini del libro, della vita.
Tre cardini che si sublimano nell'idea dell'uguaglianza, nell'idea che tutti siamo "uno". Pensate che fuori dalla finestra dell'ufficio di Angelo sventola un lenzuolo trovato in una delle sue numerosi azioni, che riporta la scritta: "Qui nessuno è straniero: siamo tutti uguali nell'essere umani."
A questo punto cosa posso dire se non "massimo rispetto"?

Legnano 28/10/2010: Maniero di San Bernardino. Due degli organizzatori presentano Angelo Langè alla platea
 Dopo aver parlato un pò del libro e delle sensazioni suscitate, vi racconto della serata del 28 ottobre al maniero della contrada di San Bernardino a Legnano, dove ho potuto conoscere di persona Angelo. Dopo averlo visto in immagine, letto su carta, si è materializzato in tutta la sua umanità.
La serata è iniziata con un racconto che ci ha gelato l'anima, dimostrandoci quanto il fenomeno droga ci circondi più di quanto possiamo immaginare. I campi di Rescaldina, di Origgio, sono sedi usuali di spaccio: questa attività commerciale degenerata e degenerante ci sfiora da vicino e noi non ne siamo consapevoli. Mentre stava venendo all'incontro di Legnano, in autostrada dalle parti di Origgio in una piazzola ha potuto osservare le fasi di uno scambio tra acquirente e spacciatore: ha subito avvisato i colleghi del posto per un rapido intervento. Sempre al lavoro! massimo rispetto!!

La serata si è sviluppata partendo dalle immagini di "cocaina", il documentario del 2007 che vi ho segnalato all'inizio, da cui Angelo è partito per spiegarci meglio le sue dinamiche quotidiane lavorativa, raccontandoci episodi che non sono contenuti nel libro "vite in polvere".
La sua semplicità, la sua umanità sono gli aspetti che più mi hanno colpito. Mi è piaciuto sentirlo spesso parlare con il gergo della strada, che come racconta nel libro, è da sempre un po' la sua casa ed i suoi abitanti la sua famiglia. Ci ha raccontato la devastazione causata dalla droga, dalla cocaina in primis, da cui si crede di riuscire ad uscire in qualsiasi momento, ma che invece ti lega a se per tutta la vita.
Scusate faccio una parentesi musicale: io questa cosa l'ho imparata da adolescente grazie ad una canzone, "Cocaine" di JJ Cale. Portata al successo da Eric Clapton negli anni'70 (l'ho conosciuta quando facevo le medie) da sempre da molti è considerata un inno alla droga. Ma quando mai!! Il suo testo, devastante nella sua tristezza di fondo, racconta in maniera efficace lo schifo di questo che per molti assurge ad essere un vero e proprio paradiso artificiale che poi difficilmente riesci ad abbandonare.
Qui potete ascoltarla in una versione live di JJ Cale:

JJ Cale: "cocaine" (live)

"If you wanna hang out you've got to take her out; cocaine.
If you wanna get down, down on the ground; cocaine.
She don't lie, she don't lie, she don't lie; cocaine."

Ritornando alla serata mi ha emozionato il racconto di Angelo sulla sua recente visita alla Comunità di San Patrignano, dove i tossicodipendenti seguendo un particolare percorso di recupero, vengono riportati alla vita.
Ecco il video tratto dalla pagina di WeFree TV

Angelo Langè a San Patrignano per il WeFree Day 2010


Un'idea mi urla nella mente: di queste serate di Angelo dovrebbe essere fatto un video da distribuire a tutte le scuole per farlo vedere ai ragazzi senza nessuna censura. Secondo me aiuterebbe di più di 100 ore di educazione civica, ne sono certo!
Spero che qualcuno in qualche ministero ci pensi: non dovrebbe essere di difficile realizzazione.

Alla fine della serata Angelo ci ha anche raccontato della sua attività di "writer" e di "street artist".
Questo è il suo sito e questi sono due suoi video (tratti dalla sua pagina su youtube raggiungibile qui) con alcune delle sue opere:

angelo art 1


angelo art 2


Recentemente ha partecipato con un suo lavoro sui 150 anni dell'unità d'Italia raffigurante Giuseppe Garibaldi ad una competizione a Roma con finale di asta benefica. Ebbene la sua opera è stata quella venduta al prezzo più alto, con buona pace degli altri partecipanti professionisti!

Angelo con sullo sfondo la sua realizzazione dedicata a Giuseppe Garibaldi
Grazie alla gentilezza di Angelo (che mi ha mandato via mail le foto dopo aver letto questo articolo), posso aggiungere qualche altra immagine sulle fasi di realizzazione dell'opera dedicata a Garibaldi.








Poi, per chi lo voleva, ha autografato il suo libro: e che autografo!!! Guradate la foto:

Autografo da vero "writer"
Si è dimostrato disponibilissimo ad un ulteriore confronto in cui ha soddisfatto altre mie curiosità.
La serata è finita così in allegria, e se può bastare Angelo, grazie.
Grazie a te e alla tua squadra e a tutti quelli che lavorano per un mondo più "giusto". Ci spronate a fare come voi nella nostra vita di tutti i giorni, perchè il paese in questo momento ha bisogno dell'impegno di tutti, ma proprio tutti.
E' stato un onore averti conosciuto, spero di poterti incontrare nuovamente. Ciao.

Da sinistra: Angelo Langè e il sottoscritto alla fine della serata

venerdì 29 ottobre 2010

Buio e... Luce - Settimana nazionale contro la violenza - Palazzo Estense, Varese - 16 ottobre 2010




Sabato 16 ottobre presso il Salone Estense del Palazzo Comunale di Varese, si è svolta una mattinata contro la violenza. Ho contribuito ad organizzare la manifestazione patrocinata dall'Assessorato Pari Opportunità del Comune di varese.
Nel salone è stato posizionato un particolare allestimento (come potete ben vedere dalle foto seguenti) con un'esposizione di opere della fotografa Karen Berestovoy e dei pittori Mario Tettamanti, Bartolomeo Spanò, Dora Aliverti e Donato Ciceri










 
Contemporaneamente sotto I portici del Comune è stata allestita una mostra fotografica del fotografo Carlo Meazza dal titolo “La persona Down: progettiamo un futuro adulto”, che ha riscontrato una notevole attenzione da parte della cittadinanza.

La mattinata è iniziata con l'esibizione dell'Orchestra di fiati del liceo “A.Manzoni” di Varese, che ha suonato tre pezzi molto coinvolgenti.



Poi, avvolti dal buio della sala, è stata la volta di un mio video, con cui ho voluto rappresentare la buia barbarie della violenza che ha devastato il nostro mondo. Il finale è però di speranza, pensando ad un futuro migliore...
(Il video è gentilmente pubblicato dal sito di VareseNews, quotidiano on line della provincia di Varese e questo è il link da cui potete anche accedere all'articolo che è stato dedicato alla manifestazione)



Una volta riaccese le luci La Dott.ssa Nicoletta Zucchi Responsabile dei Servizi Demografici del Comune di Varese, ha preso la parola spiegando il significato delle opere esposte: il buio della violenza e la luce della speranza. Gli stessi percorsi fatti di visi, occhi, mani di donna che si possono calpestare oppure evitare, servono per provocare reazioni diverse in ognuno di noi: subire la violenza o contrastarla opponendoci.



I relatori sono stati introdotti da una presentazione dell'Assessore alle Pari Opportunità e ai Servizi Educativi del Comune di Varese Patrizia Tomassini che ha spiegato come l'intenzione sia stata quella di creare un momento di riflessione sul tema della violenza: Buio e Luce indicano i due aspetti della problematica: non ci sono solo cose brutte e negative ma anche tante occasioni per migliorare. L'impegno deve essere di tutti: non si può e non si deve fare l'abitudine alla violenza ed è importante partire dalle scuole, dall'educazione dei giovani soprattutto con il buon esempio: Famiglia e Scuola giocano un Ruolo essenziale in tutto il processo educativo e formativo del giovane e l’adulto deve dimostrarsi sempre un punto di riferimento “virtuoso” da seguire. I giovani devono rendersi conto che la violenza non deve essere un fatto “normale”, “ordinario”, ma solo una grave e deplorevole anomalia.

L'Assessore Patrizia Tomassini (seconda da sinistra), introduce i relatori

Sono poi cominciati gli interventi dei relatori.

La Dott.ssa Giovanna Brebbia (Dirigente Medico Chirurgia 1 Azienda Ospedaliera Universitaria “Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi”) con il suo intervento La Persona Down, progettiamo un futuro adulto”, ha cercato di esprimere a parole le emozioni scaturite da vari percorsi operativi, tutti volti ad integrare al meglio la persona down nella vita quotidiana, in ciò coadiuvata dalle significative foto scattate da Carlo Meazza ed esposte per tutta la settimana sotto il porticato del Palazzo Estense.


L’Avvocato Sara Maria Rasconà ha esposto lucidamente la sua attività volta a supportare le vittime del sempre più diffuso fenomeno dello stalking, che spesso ultimamente assurge all’attenzione della cronaca. Il fenomeno è stato analizzato in tutti i suoi aspetti pratici e psicologici, fornendo alla platea informazioni su un fenomeno odioso e che solo ora la legge ha deciso di affrontare in maniera adeguata.

Il pubblico presente in sala

Il Tenente Piera Stornelli (Comandante Nucleo Operativo e radiomobile compagnia Carabinieri di Varese), ben riagganciandosi all’intervento dell’Avvocato Rasconà, ha portato al pubblico la sua esperienza operativa maturata sul campo, in primis in materia di violenza domestica e relazionale sulle donne. Dopo un’introduzione sull’attuale normativa che cerca di contrastare al meglio questi biechi fenomeni, è passata ad analizzare un caso operativo concreto riguardante un arresto in flagranza di reato di STALKING di cittadino di origini tunisine. L’analisi è stata molto accurata e partendo dal racconto del caso pratico è stata spiegata l’efficacia della nuova legislazione.


La mattinata si è conclusa con Eugenia Trotti (ricercatore di psicologia clinica presso l’Università degli Studi dell’Insubria) che ha intitolato il suo intervento: Riflessioni Psicologiche sulla Violenza. Il fenomeno violenza è stato sviscerato in tutte le sue componenti: origini, cause, dinamiche, effetti, artefici e vittime. Poi è stata fatta una disamina sul fatto che l’aumento della violenza sia un dato reale o solo un artificio mediatico, proponendo alla fine soluzioni che non possono essere certo considerate definitive, ma che possono aiutarci a sconfiggere le violenze della vita quotidiana.

Il tavolo con i relatori. Da sinistra: Eugenia Trotti, Patrizia Tomassini, Giovanna Brebbia, Sara Maria Rasconà e Piera Stornelli.


Sono stato molto soddisfatto di partecipare attivamente alla realizzazione di questa mattinata: spero che nel pubblico presente sia attecchita quella scintilla di speranza che tutti noi organizzatori, artisti e relatori abbiamo cercato di accendere con il nostro lavoro.

Avrei voluto concludere con il video realizzato con le foto di  Karen Berestovoy e con le immagini dei quadri dei pittori che hanno accettato di esporre le loro opere durante la mattinata, ma il link sul sito di VareseNews non è più attivo (io lo segnalo comunque lo stesso, eccolo qui) quindi concludo con una mia foto scattata durante la proiezione del mio video.

La vitale speranza di un mazzo di rose si staglia sulla buia e cupa violenza dell'Olocausto.
 "Peace and Love"!

martedì 12 ottobre 2010

Kurt Cobain: ma lasciatemelo in pace!!! (Povero Kurt episodio n.2)

E' con il solito raccapriccio che leggo certe cose: la memoria di Kurt Cobain oramai è notorio, non è difesa dalla vedova (provate a leggere questo mio post), ma dai suoi due vecchi compagni d'avventura dei Nirvana Krist Novoselic e Dave Grohl.
Lo scempio causato da Activision con il suo gioco "Guitar Hero", ha fatto giustamente indignare Krist e Dave (e anche me!!!); leggete la loro dichiarazione congiunta:

 ***

"Vogliamo che la gente sappia che siamo sgomenti e molto delusi  dal modo in cui un facsimile di Kurt Cobain è stato usato nel gioco di Guitar Hero. Il nome e l’immagine di Kurt Cobain sono di proprietà esclusiva della sua compagnia – non abbiamo alcun controllo su quest’area.

Sebbene fossimo al corrente che l’immagine di Kurt sarebbe stata usata insieme a due canzoni dei Nirvana, non sapevamo che i giocatori avrebbero avuto la possibilità di sbloccare il personaggio. Questo permette che il personaggio possa suonare qualsiasi canzone voglia il giocatore. Vorremmo spronare Activision affinché faccia la cosa giusta e “ri-blocchi” il personaggio in modo che ciò non accada in futuro.

E’ duro vedere un’immagine di Kurt mentre fa la pantomima di brani altrui accompagnato da personaggi da cartone animato. Kurt Cobain ha scritto canzoni che significano molto per molte persone in tutto il mondo. Siamo convinti che Kurt si meriti di meglio."

Krist Novoselic e Dave Grohl

*** 

... solo un'ultima cosa: Kurt mi rimane nell'anima!
"Come as you are... like an old memory..."

domenica 10 ottobre 2010

RUNRIG vs Rod Stewart "The rhythm of my heart": il fascino delle cover (Episodio n. 1):

Quante volte sentendo una canzone mi sono detto "che bella!"
Quante volte ho scoperto che una bella canzone è in realtà una cover di un altro brano!
Quante volte mi sono detto che la cover è meglio dell’originale!
Da qui nasce l’idea di una serie di pezzi sulle cover che mi sembrano più "emozionali" della versione originaria.
La "cover" deve essere sentita, voluta: bisogna travasare in essa una nuova sensibilità artistica e farla diventare un prodotto indipendente.

Inizio con "The rhythm of my heart", un pezzo di Rod Stewart del 1991 pubblicato sull’album "Vagabond Heart": il brano ai tempi mi sembrò piacevole, ma acquista vita propria solo con la versione dei Runrig, un gruppo di “scottish celtic rock” (belle queste definizioni, anche se forse non è mai troppo giusto cercare di "definire" la musica…) datata 1996 e apparsa sulla loro compilation "Long Distance", di cui consiglio a tutti l'ascolto per conoscerli un po' meglio.

Cosa ci fa piacere una canzone? Non si può spiegare a parole: sono sensazioni!


Di questa versione mi piacciono sia la strumentazione folk (rock?) scozzese che il video (molto fascinoso per chi come me ama i panorami anglosassoni), ed in definitiva la preferisco alla versione di Rod Stewart.

Ecco la versione dei Runrig:


Ed ecco l'originale di Rod Stewart, in una versione LIVE:


A voi quale piace di più?



Rhythm Of My Heart
(Marc Jordan, John Capek)

Across the street the river runs
Down in the gutter life is slipping away
Let me still exist in another place
Running under cover of a helicopter blade
 
The flames are getting higher in effigy
Burning down the bridges of my memory
Love may still be alive somewhere someway
where they're downing only deer
a hundred steel towns away
 
Oh rhythm of my heart is beating like a drum
with the words "I love you" rolling off my tongue
 
No never will I roam for I know my place is home
where the ocean meets the sky
I'll be sailing
 
Photographs and kerosene light up my darkness
light it up, light it up
I can still feel the touch of your thin blue jeans
Running down the alley I've got my eyes all over you baby
Oh baby
 
Oh the rhythm of my heart is beating like a drum
with the words "I love you" rolling off my tongue
No never will I roam for I know my place is home
where the ocean meets the sky I'll be sailing
I'll be sailing
 
Oh I've got lightning in my veins
shifting like the handle of a slot machine
Love may still exist in another place
I'm just yanking back the handle
no expression on my face
 
Oh the rhythm of my heart is beating like a drum
with the words "I love you" rolling off my tongue
Never will I roam for I know my place is home
where the ocean meets the sky
I'll be sailing
 
Oh the rhythm of my heart is beating like a drum
with the words "I love you" rolling off my tongue
No never will I roam for I know my place is home
where the ocean meets the sky
I'll be sailing
 
The rhythm of my heart is beating like a drum
with the words "I love you" rolling off my tongue
Never will I roam for I know my place is home
where the ocean meets the sky
I'll be sailing



 

venerdì 8 ottobre 2010

Steve Winwood LIVE - Milano 02/10/2010 - Can't find my way home

Ecco l'esecuzione milanese del bellissimo pezzo dell'esperienza BLIND FAITH (il supergruppo nato dopo lo scioglimento dei CREAM di Eric Clapton e di cui facevano parte lo stesso Clapton, Steve Winwood, Ginger Baker e Ric Grech).
L'unico loro album è datato 1969.
Signori, la MUSICA:

domenica 3 ottobre 2010

Steve Winwood LIVE - Milano 02/10/2010 - I miei concerti

Ieri sera al Teatro degli Arcimboldi ho visto il concerto dell'eterno ragazzo Steve Winwood: mi autocito (!?) e come dissi in sostanza per il concerto di John Fogerty, "62 anni e non sentirli!"
Stevie ha ancora tanta voglia di suonare e non mi è sembrato un concerto "marchetta". (Qui potete trovare la recensione del concerto fatta dall'amico , che cura un blog interessantissimo).
Certo rimane qualche perplessità musicale personale (la mancanza di un bassista, il grande uso dei fiati, l'invadenza del secondo percussionista e delle sue congas...), ma, ripeto, sono solo gusti personali. L'esibizione è stata di alto livello con ottimi musicisti.

Al solito lascio parlare la musica e inizio con uno dei brani a cui sono più affezionato da sempre, Dear Mr. Fantasy (datato 1967): qui Stevie abbandona le tastiere ed imbraccia una fidata Fender Stratocaster.
Rock on!!!


Ed ora il successo più successo che esista, datato 1966 (ha un anno meno di me!!!) Gimme some lovin'


Il rock ci conserva giovani!!!

Integrazione del 08/10/2010: Can't find my way home

giovedì 30 settembre 2010

Crossroads Guitar festival 2010: libidine chitarristica

In attesa di vedere sabato al teatro Arcimboldi a Milano l'esibizione di Stevie Winwood, girovagando su youtube ho trovato un po' di materiale sul noto festival-concerto organizzato tutti gli anni da Eric Clapton, in cui tra l'altro quest'anno dovrebbe essersi esibito anche Pino Daniele.
E, ragazzi, quale miglior pezzo per ricordare i 40 anni della scomparsa di Jimi Hendrix, se non Voddo Chile? Ed ecco la coppia Clapton-Winwood (e chi si scorda i Blind Faith della fine dei mitici '60?) esibirsi nel celeberrimo brano di Jimi:



E che dire poi della freschezza dei 2 "sempre giovani" vecchietti Buddy Guy e Ron Wood (qui accompagnati da Johnny Lang che può essere anagraficamente loro nipote, ma che musicalmente è di sicuro loro figlio!)??


E qui c'è il giovanotto all'opera (accompagnato dai 2 nonnetti): ragazzi che feeling!!!


Come non esaltarsi con la bella versione di "Further up on the road" di Joe Bonamassa accompagnato da Robert Randolph?


Ora un dolce intermezzo: 3 minuti di "Over the rainbow" eseguita da sua maestà elettrica Jeff Beck:


Guardate che coppia formano Susan Tedeschi e Derek Trucks (sono marito e moglie) qui accompagnati da Warren Haynes degli Allman Brothers Band: ma ci pensate che schitarrate a casa?


E proprio Warren Haynes è maestoso in "Soulshine": un tuffo rinfrescante nei '70 (anche se il brano è dei '90...):


E potevano mancare in un guitar-festival gli ZZ Top?


Amabile come sempre Sheryl Crow (accompagnata da Doyle Bramhall II, Derek Trucks e Susan Tedeschi):


Un omaggio al vecchio leone B.B. King qui accompagnato in "The thrill is gone" da Eric Clapton e da tanti amici:


Insomma, come al solito un festival stupendo: dalle molte telecamere viste ora non resta come tutti gli anni che aspettare il DVD ufficiale, per goderne appieno.

Ma ci pensate se un festival così si svolgesse qui a Milano?

domenica 26 settembre 2010

Acqua in bocca: ci sono Camilleri e Lucarelli!


Questo librino è un vero e proprio "divertissment" realizzato dai nostri a 4 mani, avente protagonisti 2 eroi famossissimi nati dalle penne dei 2 scrittori: il commissario Montalbano e l'ispettrice Grazia Negro.
L'opera nasce da una provocazione dell'editore prospettata ai 2 autori mentre era in corso di realizzazione la registrazione video di una loro conversazione da pubblicare poi in DVD.
Accettata la "folle" idea, la prima sfida da affrontare era la "forma" da dare al racconto: di sicuro era praticamente impossibile pensare di riunire i 2 scrittori in una stanza e quindi una "forma" ideale poteva essere quella del racconto epistolare integrato da estratti di rapporti e verbali. Così facendo riesce addirittura a fare capolino in 2 divertentissime pagine, l'ispettore Coliandro (poliziotto pasticcione nato dalla penna di Lucarelli).
La stesura è durata 5 lunghi anni in cui ogni frammento prodotto da uno dei 2 scrittori, diventava una sfida a fare meglio per l'altro.
Il risultato è godibilissimo e si legge tutto d'un fiato.
E se il finale può lasciare qualcuno dubbioso a causa dell'idea di una giustizia un poco "particolare", ricordo che siamo di fronte a Camilleri e Lucarelli.
E poi, esiste veramente un'idea unica di "giustizia"?

Una richiesta finale: se riuscite, fate incontrare Montalbano e Coliandro, vi prego!

sabato 18 settembre 2010

Jimi Hendrix: 18 settembre 1970. La morte ti fa mito


Sono passati 40 anni dalla morte del chitarrista di Seattle (la stessa terra di Kurt Cobain, ci pensate?).
L'uomo mandato su questa terra dagli dei della musica, per stravolgerci l'anima.
Pura energia elettrica che di volta in volta poteva trasformarsi in gentile sentimento oppure rompere ogni argine sonoro ed infuocarci le viscere.
Quali altri parole spendere per ricordarlo? Non ne serve nessuna: parla la musica!

Voodoo Chile


Hey Joe/Sunshine of your love


Little wing


Inno americano a Woodstock 1969


Vorrei dirti "riposa in pace", ma dove sei adesso sicuramente stai ancora amando la tua Fender Stratocaster come facevi qui da noi e sicuramente riscalderai altre anime.
Chissà se ci incontreremo mai?
Vorrei dirti grazie per avermi elettrificato l'anima, ma tu lo sai e non ce ne è bisogno, vero?

giovedì 16 settembre 2010

La "pazza idea" di Valentina Demelas

La mia amica Valentina Demelas ha deciso di cimentarsi con la poesia  e lo fa usando le vie della tecnologia: ha realizzato un e-book  con le sue composizioni.

Questo è un piccolo assaggio di quello che potete trovare nell'e-book:

Noi

Bacio i tuoi occhi stanchi
e le tue rughe di vento.
Cosa chiedere, ancora,
al Cielo?
Siamo fatica
e tenero giaciglio.
Come piccole rose
ci apriamo al sole
inebriante il nostro profumo
e fredde le nostre spine.

Come sua bellissima abitudine Valentina ha scoccato un tenero dardo verso i nostri cuori: pura emozione a 360 gradi.
Grazie Vale, sei bravissima: persevera nella tua "follia"

mercoledì 15 settembre 2010

Incredibile: qualcuno ha premiato un mio scritto! Sono basito...

Ebbene è proprio così!
Con il mio pezzo "il suono del silenzio dolomitico" (che potete leggere qui ) mi sono guadagnato un weekend in un hotel della catena Best Western!

http://www.whatyoulove.it/2010/09/14/a-settembre-piovono-premi/
E' un po' clamoroso, però sono contento.
Grazie Best Western!

sabato 11 settembre 2010

Il mondo che vogliamo noi di Emergency

Emergency è una libera associazione di persone impegnate nella cura delle vittime della guerra e della povertà e nella promozione di una cultura di pace.
Questo impegno nasce da una frequentazione quotidiana della sofferenza e dalla condivisione di un’idea: che esiste un’unica e sola umanità.
Il lavoro di Emergency – che in 16 anni ha curato oltre 4 milioni di persone – è una pratica di rapporti umani giusti e solidali, ispirati ai principi di eguaglianza, di qualità delle cure, di gratuità per tutti i feriti e gli ammalati.



IL MONDO CHE VOGLIAMO

Crediamo nella eguaglianza di tutti gli esseri umani a prescindere dalle opinioni, dal sesso, dalla razza, dalla appartenenza etnica, politica, religiosa, dalla loro condizione sociale ed economica.

Ripudiamo la violenza, il terrorismo e la guerra come strumenti per
risolvere le contese tra gli uomini, i popoli e gli stati. Vogliamo un mondo basato sulla giustizia sociale, sulla solidarietà, sul rispetto reciproco, sul dialogo, su un’equa distribuzione delle risorse.

Vogliamo un mondo in cui i governi garantiscano l’eguaglianza di base di tutti i membri della società, il diritto a cure mediche di elevata qualità e gratuite, il diritto a una istruzione pubblica che sviluppi la persona umana e ne arricchisca le conoscenze, il diritto a una libera informazione.

Nel nostro Paese assistiamo invece, da molti anni, alla progressiva e sistematica demolizione di ogni principio di convivenza civile. Una gravissima deriva di barbarie è davanti ai nostri occhi.

In nome delle “alleanze internazionali”, la classe politica italiana ha scelto la guerra e l’aggressione di altri Paesi.
In nome della “libertà”, la classe politica italiana ha scelto la guerra contro i propri cittadini costruendo un sistema di privilegi, basato sull’esclusione e sulla discriminazione, un sistema di arrogante prevaricazione, di ordinaria corruzione.
In nome della “sicurezza”, la classe politica italiana ha scelto la guerra contro chi è venuto in Italia per sopravvivere, incitando all’odio e al razzismo.

È questa una democrazia? Solo perché include tecniche elettorali di rappresentatività? Basta che in un Paese si voti perché lo si possa definire “democratico”?

Noi consideriamo democratico un sistema politico che lavori per il bene comune privilegiando nel proprio agire i bisogni dei meno abbienti e dei gruppi sociali più deboli, per migliorarne le condizioni di vita, perché si possa essere una società di cittadini.

È questo il mondo che vogliamo. Per noi, per tutti noi. Un mondo di eguaglianza.

EMERGENCY

mercoledì 8 settembre 2010

Star Trek: la serie originale ritoccata. Era proprio necessario?

E' un po' che volevo scrivere qualcosa su questa operazione, che oltre alla rimasterizzazione degli episodi della serie classica di Star Trek ha apportato delle "migliorie" (!?) agli effetti speciali dell'epoca (ricordiamo che la serie fu prodotta nella seconda metà degli anni '60 del secolo scorso):



Che dire (oltre a rimanere un po' basiti dall'intera operazione)?
Ho voluto sentire anche l'opinione del mio caro amico Luis (questo è il sito da lui curato) che come me è un appassionato fin dalle prime trasmissioni televisive italiane della serie di Kirk e soci, e, devo dire, che molto significative mi sono parse le sue  parole:

"Le mia opinione e' presto detta: io aborro queste rivisitazioni ammodernanti, specialemte se si tratta di opere iconiche come STOS [la serie originale di Star Trek. Ndr]
La bellezza di quella serie non e' solo nelle storie a volte geniali nella loro semplicita' (come la puntata in cui due abitanti dello stesso pianeta si odiano a morte perche' hanno le due meta' della faccia di colori uguali ma su lati opposti e i nostri dell'enterprise non se ne erano nemmeno accorti, a sottolineare l'assurdita' della cosa) o nella bravura degli attori, ma anche nel rendersi conto di cio' che e' stato fatto allora con i mezzi di allora e nonostante le ristrettezze economiche della serie.
I fondali dipinti a mano, i pianeti grezzi, i poveri effetti speciali che comparivano sul grande schermo nella plancia di comando (che gli attori vedevano desolatamente vuoto), fanno parte di cio' che rende STOS speciale. I suoi limiti sono parte del suo valore.
Compatisco chi ha avuto l'idea di modificare alcuni frame, ancor di piu' chi avendo visto la serie originale si sente attratto da questa alterata e soffro per coloro che non avendola mai vista compreranno questa."



Parole sante: non si può migliorare quello che è già leggenda!
Lunga vita e prosperità ai veri fan!

domenica 5 settembre 2010

Mark Knopfler - Piper to the end - LIVE Milano Arena Civica 14/07/2010 -

Continuo a pubblicare i video della serata milanese (qui trovate le mie impressioni e tutti i video che man mano pubblicherò): oggi vi propongo il pezzo finale della serata "Piper to the end".
Brano molto emozionante e dal testo struggente, che in attimo ci trasporta nelle highlands scozzesi alla fine di un giorno di un'epica battaglia. Leggendo il testo della canzone il groppo alla gola è assicurato, ma alla fine si scioglie in un mare di emozione.
E' stata la degna conclusione di un concerto da ricordare: grazie Mark e ora, come sempre,  parla la musica.

Piper to the end


Piper to the end

When I leave this world behind me
To another I will go
And if there are no pipes in heaven
I’ll be going down below


If friends in time be severed
Someday we will meet again
I’ll return to leave you never
Be a piper to the end


This has been a day to die for
Now the day has almost gone
Up above a choir of seabirds
Turns to face the setting sun


Now the evening dawn is calling
And all the hills are burning red
And before the night comes falling
Clouds are lined with golden thread


We watched the fires together
Shared our quarters for a while
Walked the dusty roads together
Came so many miles


This has been a day to die on
Now the day is almost done
Here the pipes will lay beside me
Silent will the battle drum


If friends in time be severed
Someday here we will meet again
I return to leave you never
Be a piper to the end

mercoledì 1 settembre 2010

Karen Berestovoy: fotografa


Karen Berestovoy, fotografa: aggettivo e verbo contemporaneamente, senza che nessuno dei due prevalga sull'altro. Come  Karen, donna poliedrica: oggi parliamo di lei, nuovo incrocio della vita, un incrocio "emozionale". Per questo non voglio giudicare artisticamente le sue fotografie (non ne sarei in grado comunque!), ma solo raccontarvi le sensazioni che mi hanno suscitato nell'anima.
Se volete approfondire la conoscenza delle foto di Karen la sezione fotografica del suo sito è davvero variegata e se siete della zona intorno a Varese e siete interessati al mondo della fotografia, qui troverete le informazioni sui suoi corsi che partiranno ad ottobre.
Oggi vi racconto di alcune sue fotografie che mi ha inviato via mail: sono state scattate in Argentina a  Ubajay (provincia di Entre Rios) il paese del nonno di Karen.



Iniziamo con la prima foto: 


Solitudine, malinconia; una vita di sudore e fatica: una fatica lunga, infinita come un  binario che sembra perdersi nell'orizzonte. E il cielo? Secondo me rappresenta il cuore pulsante della foto...


Guardate poi quest'altra, che sembra l'ideale prosecuzione di quella precedente:


Una lunga strada lastricata, che dovrebbe portarti lontano, ma che improvvisamente si interrompe. Una speranza distrutta, un sogno annichilito e sopra di noi lo stesso incredibile cielo...


E forse per evitare che i sogni vengano infranti, si scappa, si fugge via veloci, sperando che la vita, che sfila veloce al di la del finestrino, non ci raggiunga con le sue tristezze, ma ci sfiori solo con le sue gioie:


Alla fine della corsa, pero', ci aspetta solo un riflesso increspato:


I ricordi di una vita.

Karen, non so cosa hai provato scattando queste foto: lasciando da parte i miei pensieri, le mie sensazioni, ti posso dire che sono riuscite a trasmettermi il fascino di una terra lontana.
Lontana geograficamente, ma vicina nel sentire.
Grazie.